Proteste
«C'è già la squadra»
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Giuseppe Bulleri attuale amministratore della società Bulleri dispensa ottimismo
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LUCCA. «Abbiamo già pronta la squadra, l'allenatore e il ritiro. I soldi? Stiamo in contatto con imprenditori locali e non e da alcuni di loro potremmo avere il sostegno esterno. Domani è prevista un'altra riunione. Dateci ancora 48 ore di tempo e cercheremo di risolvere la situazione». È ottimista l'amministratore unico Giuseppe Bulleri che con l'avvocato Domenico Petrocelli sta cercando di sondare il terreno con i vari istituti di credito cittadini (Banca del Monte, Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Banco di Lucca) per poter ottenere la fideiussione necessaria all'iscrizione. La notizia - peraltro già ampiamente resa nota attraverso un fax inviato dalla Cipriano Costruzioni il 14 giugno scorso (13 giorni fa, ndr) - della rinuncia al diritto di prelazione con riferimento all'atto di cessione dell'80% delle quote dalla Valore alla Nice è appresa con gioia dall'agronomo appassionato di calcio: «Finalmente con la rinuncia di Giuliani possiamo muoverci visto che è stato risolto un problema che ci impediva di procedere». Adesso quindi non ci sono più scuse che tengono. «Sono in sede con l'avvocato Viani e il segretario Benedetti per predisporre tutta la documentazione per l'iscrizione della Lucchese al campionato di Prima Divisione. I tempi sono stretti e tutto è possibile, ma sono fiducioso. Se dipendesse solo da me non ci sarebbero problemi. Comunque noi ce la metteremo tutta». Poi chiude con una battuta in cui è concentrata tutta la filosofia partenopea (Bulleri è originario di Scafati): «Per dirla come il maestro Marcello D'Orta, "Io speriamo che me la cavo"». Visto che - secondo l'amministratore unico - la squadra è già bella che pronta e c'è pure l'allenatore il cronista de «Il Tirreno» già da domenica ha provato a chiamare ripetutamente il responsabile esterno del mercato della cordata ligure: Luigi Gallo. Ma sia domenica che ieri non siamo riusciti a parlarci. Il telefonino squilla, ma lui dall'altro capo del filo non risponde. Anche perchè l'ultima volta che ci rilasciò una dichiarazione disse testualmente: «martedì (si riferiva al 21 giugno) se arrivano i soldi bene altrimenti esco dal progetto». È passata esattamente una settimana, la cordata genovese guidata dall'amministratore unico Luca Rangoni al momento non ha tirato fuori un euro: nemmeno per pagare le cure mediche a un giocatore infortunato (Lollini) che oltrettutto è un patrimonio della società perchè prima dell'incidente era chiesto da squadre di B e di Prima Divisione che ambiscono a vincere il campionato. L.T.
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