Il Tirreno

Lucca

«È colpa di Giuliani»

Luca Tronchetti
<b>SOTTO ACCUSA. </b> L&#146;ex patron rossonero sul banco degli imputati nel corso della conferenza indetta da Bulleri e la Nice
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SOTTO ACCUSA. L’ex patron rossonero sul banco degli imputati nel corso della conferenza indetta da Bulleri e la Nice

Le accuse di Bulleri e della Nice

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 LUCCA. Una conferenza stampa surreale con la presenza di tifosi che, oggettivamente, sul piano giuridico-economico-finanziario, rischiano di non orientarsi tra realtà e finzione e di lasciarsi travolgere dalle parole, guidati dalla speranza di vedere la prossima stagione la propria beneameata ai nastri di partenza del campionato di Prima Divisione. L'impressione però è che gli accadimenti di questi ultimi 15 giorni abbiano inferto un colpo «quasi» mortale alla Pantera e che il baratro sia dietro l'angolo nonostante le rassicuranti parole del sempre positivo amministratore unico Giuseppe Bulleri. Sicuro di iscrivere la Lucchese - con tutti i pagamenti del caso e la fideiussione bancaria necessaria - già giovedì 30 giugno se il giorno precedente nell'assemblea dei soci Giuliano Giuliani si presenterà con la rinuncia al diritto di prelazione. «Per gli elementi che ho in mano in questo momento direi di sì». Le parole sono pietre.  IMPUTATO CONTUMACE  Al ristorante Domus Romana di via Cesare Battisti (perchè non indire la conferenza stampa allo stadio o in sede?) ci sono tutti i media con una ventina di supporters che pendono dalle labbra dei tre personaggi deputati a parlare e a spiegare la drammatica situazione in cui versa il club rossonero davvero a un passo da una nuova ingloriosa caduta nei dilettanti: l'amministratore unico Giuseppe Bulleri, l'ex presidente dei commercialisti lucchesi Marco Serpi (ex terzino del vivaio rossonero negli anni Settanta) e l'avvocato Marco Gianfranceschi. Sin dalle prime battute si capisce subito che nel mirino c'è un'unica persona: Giuliano Giuliani. Per l'agronomo è lui il male assoluto. «Non si presenta all'assemblea e di fatto impedisce alla nuova proprietà (la Nice) di operare per un eventuale aumento di capitale (adesso azzerato) o un finanziamento in conto soci. Con il suo atteggiamento la Lucchese vive un momento di silente agonia». E il commercialista Serpi - che stando a Bulleri da lunedì si recherà nella sede di viale S. Concordio per passare al setaccio tutti i conti e i documenti fiscali e amministrativi della Lucchese (improvvisamente, nonostante la Due Diligence, non tornano più) - rincara la dose. «La Nice srl si apprestava a predisporre le azioni necessarie (pagamento stipendi e contributi arretrati, ecc) e anche l'aumento di capitale. Ma non l'ha potuto fare, non ha potuto deliberare per l'assenza del socio di minoranza». Strano, pensiamo. A nostro avviso è possibile tranquillamente indire assemblee con la presenza dell'unico socio di maggioranza (ricordate il caso Hadj-Gioia?) che delibera aumenti, ricostituzioni o versamenti di capitale. Se gli altri soci, assenti, non fanno altrettanto perdono o riducono la quota che avevano in origine. Bulleri poi butta lì una frase sibillina: «Non vorrei che in questi anni la Lucchese fosse stata usata come una società satellite».   APPELLO ALL'UNITA'  L'avvocato Gianfranceschi cerca di spiegare com'è andata al Banco di Lucca con «i titoli a garanzia con la tripla A» rifiutati («il direttore si è voluto prendere qualche giorno per riflettere») e con gli altri istituti (Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno che dalla Lucchese deve avere 450mila euro di mutui non pagati) che hanno risposto picche. E fa riferimento al clima, senz'altro difficile, venutosi a creare per il caos politico-giudiziario e per il comportamento del collegio sindacale che ritiene il contratto tra Nice e Valore invalido e inefficace e quindi impugnabile in qualsiasi momento dall'azionista di minoranza. «Se il giudice desse ragione a Giuliani lui potrebbe farsi pagare i debiti dagli altri e poi riprendersi le quote: deve ribadire in forma scritta che rinuncia alla prelazione altrimenti non possiamo operare» il refrain dell'intera conferenza stampa. Quando il clima si surriscalda sempre di più ecco l'avvocato Petrocelli a stemperare gli animi e ad ergersi a «mediatore» tra le parti. «Conosco bene Giuliani - dice l'avvocato lucchese - gli parlo affinchè si metta attorno a un tavolo con i rappresentanti della Nice per salvare la Lucchese».  GIORNI DECISIVI  L'impressione è che Giuliani entro 72 ore uscirà dal suo silenzio. Ma sarà lui il solo a poter salvare davvero questo club che tre anni dopo la rinascita dalle ceneri di un fallimento rischia di scomparire di nuovo dal panorama professionistico. Per fare calcio serve un'imprenditoria locale coesa e appassionata. A Lucca, al momento, non c'è.

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