Proteste
La Nice si disimpegna, Lucchese nel caos
Nicola Nucci
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Gianfranceschi e Bulleri; sotto a destra Giuliani (Vip) Messo a disposizione l'80% delle quote, ma chi sono i proprietari della società?
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LUCCA. La cordata ligure fa marcia indietro. Sempre più cupo il futuro rossonero. L'ennesimo colpo di scena nella burrascosa e frenetica vicenda societaria della Lucchese arriva nel pomeriggio quando attraverso un comunicato stampa dell'avvocato Marco Gianfranceschi la Nice srl ha annunciato che l'80% della Lucchese Libertas sono a disposizione degli interessati. Resta da capire se il passaggio di quote è valido e chi è effettivamente in questo momento il proprietario della società rossonera. Se la società immobiliare genovese dopo l'accordo sottoscritto il 13 giugno o ancora la Valore, come sostiene invece il collegio sindacale del sodalizio rossonero, che tramite una raccomandata inviata alla nuova proprietà aveva evidenziato che il contratto di cessione è inefficace. Un accordo che oltretutto è al vaglio degli inquirenti dopo l'arresto dell'ex proprietario rossonero, Giovannini Valentini. Lucchese nel caos. Adesso si aprono scenari inquietanti e a questo punto l'ancora di salvezza torna ad essere l'ex patron Giuliano Giuliani. Potrebbe esserci un ritorno di fiamma con il noto costruttore romano Alberto Gianni, mentre al telefono del titolare della Cipriano Costruzioni sarebbe arrivata anche una telefonata da parte di un imprenditore milanese del settore alberghiero. Ma il tempo stringe e il rischio concreto è quello non solo di non riuscire a pagare gli stipendi entro venerdì e di incappare in altri 2 punti di penalizzazione, ma anche di non iscriversi al campionato entro il 1º luglio (o al massimo l'8) con la conseguenza di dover ripartire dall'Eccellenza. Già prima della comunicazione di Gianfranceschi, tutto dipendeva dalla volontà di Giuliani di esercitare entro 30 giorni (dal 13 giugno) la prelazione che invaliderebbe l'accordo tra Nice e Valore. Secondo il collegio sindacale, infatti, il preliminare di vendita è diverso dal definitivo. Una differenza di 240 mila euro che la cordata genovese non avrebbe dovuto più pagare per anticipare quanto la Valore aveva versato per la fideiussione necessaria all'iscrizione allo scorso campionato. «E' un fulmine ciel a seereno - commenta Giuliani - fino a lunedì ho parlato con Bulleri e Gianfraceschi, mi avevano manifestato che c'erano degli ostacoli nell'effettuare i pagamenti e reperire le risrose. A ieri la rata del mutuo sui terreni di San Donato non è stata saldata e nonostante siano passati diversi giorni la nuova dirigenza non ha saldato le pendenze. Che cosa farò? Non lo so ancora, valuterò le carte». I motivi. La cordata ligure, che aveva già minacciato una prima volta di farsi da parte, ha evidenziato l'ostilità incontrata nel mondo lucchese da parte di istituzioni, di parte di tifosi e stampa. Ed anche del collegio sindacale che aveva ritenuto inefficace il contratto di vendita dalla Valore spa alla stessa Nice. Tra i motivi che hanno indotto Rangoni e soci a mandare tutto a gambe all'aria, dopo essersi esposti nei confronti della città e della tifoseria con proclami (serie B in tre anni), progetti sportivi ambiziosi e nomi di allenatori importanti, sono elencate anche le ripercussioni sulla Lucchese dell'arresto dell'ex socio di maaggioranza Valentini, lo stop al progetto-stadio, le divergenze con l'azionista di minoranza Giuliani, nonché l'indifferenza delle banche lucchesi nei confronti della squadra di calcio cittadina. Poi il gruppo ligure, arrivato alla Lucchese tramite il mediatore Luigi Gallo, dopo essere subentrato alla Valore ed avere nominato come amministratore unico Giuseppe no Bulleri, persona conosciuta a Lucca, ha incontrato difficoltà a mantenere gli impegni economici. Anche quella di ieri infatti è stata un'altra giornata infruttuosa per i bonifici (circa 400mila euro) destinati al pagamento degli stipendi arretrati di calciatori e dirigenti rossoneri che non riscuotono da sei mesi. Inoltre ieri scadeva la rata del mutuo contratto con la Cassa di Risparmio di Lucca per i terreni di San Donato. I nuovi proprietari avrebbero dovuto sborsare 450 mila euro. Ma la rata è ancora insoluta. E ora i tifosi rossoneri sono col fiato sospeso.
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