Il Tirreno

Lucca

Lucchese, Bulleri e soci devono anche fare la fidejussione con una banca

«Lunedì paghiamo tutti»

Nicola Nucci
«Lunedì paghiamo tutti»

Si presenta Rangoni della Nice: «Con me ci sono altri imprenditori»

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 LUCCA. Lavori in corso nella Lucchese. «Lunedì pensiamo di effettuare i bonifici per saldare le pendenze nei confronti dei giocatori e dipendenti - dice l'avvocato Gianfranceschi, portavoce della nuova proprietà - e nella stessa giornata intendiamo presentarci in una conferenza stampa che abbiamo dovuto rinviare per i numerosi impegni per l'iscrizione».  Ieri mattina i rappresentanti della cordata ligure, accompagnati da Luigi Viani, hanno avuto un appuntamento con i funzionari del Banco di Lucca per sbloccare la situazione contabile ed aprire un nuovo conto da cui far partire i bonifici a favore dei giocatori e dipendenti, che da febbraio attendono il pagamento degli stipendi.  Tutto però sarà rinviato a lunedì. Come per la fidejussione da stipulare presso un istituto bancario.  In queste ore la cordata ligure deve reperire le risorse necessarie per coprire i debiti lasciati dalla Valorei.  Servono 400mila euro entro il 23 giugno (giorno dell'assemblea dei soci della Lucchese), perché la Covisoc ha anticipato di un giorno la verifica dei conti (il 20% lo verserà il socio di minoranza Giuliani).  Poi, dal 1º luglio, la Lucchese potrà contare sui contributi per i giovani, premi di valorizzazione e i soldi dell'affare Citti per oltre 500 mila euro. Mentre la fidejussione (320mila euro) tornerà alla Valore.  L'amministratore unico Giuseppe Bulleri ha ribadito che la Lucchese sarà regolarmente iscritta senza altri punti di penalizzazioni.  I tifosi sono in fibrillazione. Attendono che la cordata ligure mantenga le promesse per non ripartire, a distanza di tre anni, ancora dai dilettanti.  Parla Rangoni. Intanto ieri è arrivato a Lucca l'azionista di maggioranza della Nice srl, Luca Rangoni. Al ristorante Locanda di Bacco, in via San Giorgio, pranzo di lavoro con l'avvocato Marco Gianfranceschi, l'amministratore unico Pino Bulleri e il consulente Luigi Gallo. Il quartetto ha parlato di tutto, dalla situazione economica al nuovo allenatore e presidente, fino alla tempesta giudiziaria ha coinvolto anche l'ex proprietario della Lucchese, Valentini, e il progetto-stadio.  «Siamo molto carichi e pronti per iniziare questa avventura - dice con un forte accento genovese il neo-proprietario rossonero, immobiliarista, 47 anni, nato nella città della Lanterna -. I motivi che mi hanno spinto ad acquistare la Lucchese? La simpatia che ho sempre avuto per questa squadra e il legame affettivo con questa stupenda città che ho visitato molte volte, dal momento che mia nonna era originaria del Piaggione. Quando uscirò allo scoperto? Prima di illustrare i nostri progetti voglio che sia tutto ok. Anche perché dietro a me in questo progetto ci sono anche altri imprenditori. L'ingresso del petroliere Rezart Taci? Posso confermare che ci sono contatti in corso con lui. È rimasto colpito dal nostro progetto sportivo e dala Lucchese. Per ora però si parla solo di sponsorizzazione».  Quanto all'operazione stadio, ora in stand-by, Bulleri ha detto che non è in questo momento tra le priorità, anche se è un punto chiave del contratto siglato con la Valore.  Intanto l'ex patron Giuliani, che deve ancora decidere cosa fare del suo 20%, se mantenerlo saldamente nelle sue mani o venderlo, ha preso visione del contratto definitivo tra la Nice e la Valore, il quale prevede che i soldi vengono pagati a dicembre. Ma il socio di minoranza non eserciterà la prelazione prevista dallo statuto per non ostacolare l'iscrzione al campionato della Lucchese, di cui è stato presidente per quasi tre stagioni, legando il suo nome al ritorno in C1.

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