Sicurezza
Lavori allo stadio solo con la gara
Ilaria Bonuccelli
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Il sindaco Mauro Favilla Posizione di Favilla all'incontro fra enti preoccupati per la squadra
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LUCCA. La posizione del sindaco Mauro Favilla sembra netta: per affidare la ristrutturazione e la trasformazione del Porta Elisa è necessaria una gara d'appalto. La posizione viene ribadita nella riunione nella quale le istituzioni più importanti della città si sono confrontate sul futuro della Lucchese calcio e dello stadio. A sollecitare l'incontro - convocato in tutta fretta venerdì - sarebbe stato Giuliano Giuliani, socio di minoranza della squadra. E avrebbe richiesto questo confronto, subito dopo aver annunciato di non voler esercitare il diritto di prelazione sulle quote messe in vendita dal socio di maggioranza, l'architetto Giovanni Valentini. L'invito al confronto non è stato ignorato. A palazzo Orsetti, oltre a Giuliani e al sindaco, si sono presentati Provincia, Assoindustria e Fondazione Crl. Soluzioni semplici, anche solo di transizione, non sembrano esistere. A tutti, comunque, sono chiari alcuni concetti: le istituzioni pubbliche non possono intervenire nella vendita di quote di una spa (e, quindi, non possono impedire a Valentini di vendere la Lucchese a chi vuole); le istituzioni pubbliche non possono risolvere i problemi finanziari della Lucchese sia perché non hanno sufficienti risorse (basta pensare ai milioni che chiede Valentini e al debito della società) sia perché non è un compito istituzionale: oltretutto, un precedente del genere autorizzerebbe qualunque società sportiva a chiedere soldi per i salvataggi ai Comuni o alle Province. È anche chiaro, però, che l'unico elemento che rende appetibile per i privati l'acquisto della Lucchese è l'operazione immobiliare da 40-50 milioni di euro che sta dietro al recupero dello stadio. Il sindaco, però, non sarebbe disposto a cedere l'impianto in concessione (per decenni) al primo venuto. E senza garanzie di ultimazione dei lavori. E, quindi, propone la gara d'appalto come soluzione che, però, appare poco conciliabile con la vendita delle azioni della Lucchese agli imprenditori scelti (chiunque essi siano) dal socio di maggioranza. Il paradosso che si è creato, dunque, è il seguente: Valentini può vendere le quote della società a chi vuole, ma i suoi acquirenti potrebbero non risultare vincitori della gara indetta dal Comune per i lavori di ristrutturazione dello stadio. D'altro canto, i privati non hanno altro interesse a investire nella Lucchese se non quello di poter ristrutturare e gestire il Porta Elisa. La situazione, quindi, sembra essere a un punto morto. Certo, c'è l'impegno di tutti gli enti a voler far chiarezza sui possibili acquirenti della Lucchese, sollecitando informazioni anche alle istituzioni competenti del mondo del calcio. E c'è pure l'impegno a tentare nuovi approcci con imprenditori locali (ad esempio attraverso Assoindustria). Ma proposte concrete ancora non ce ne sono. E i tempi stringono.
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