Il Tirreno

Lucca

Lucchese, assemblea dei soci senza novità

Luca Tronchetti
<b>LA VALORE.</b> Fabrizio Biagioni, Marco e Giovanni Valentini (vip)
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LA VALORE. Fabrizio Biagioni, Marco e Giovanni Valentini (vip)

L'eventuale messa in liquidazione del club può essere revocata in qualsiasi momento

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 LUCCA. L'odierna assemblea dei soci potrebbe concludersi con un nulla di fatto. Perchè Giuliano Giuliani potrebbe anche non presentarsi e far slittare ogni decisione a lunedì 6 giugno. La messa in liquidazione dell'As Lucchese Libertas paventata dalla Valore nel caso in cui la cordata Gallo abbia fatto dietrofront tornando in Liguria? È un'ipotesi. Ma, codice alla mano, nei trenta giorni successivi l'azionista di maggioranza può sempre revocarla e sedersi al tavolo con l'eventuale acquirente che l'ex patron rossonero starebbe per individuare.  Contino (non aveva disponibilità economiche sufficienti), Di Stanislao (vuol comprare la Paganese, appena retrocessa in Seconda Divisione), Gallo (il capitale sociale della Nice era di 19mila euro e da due anni l'immobiliare non fattura), Aliberti (non è interessato alla Lucchese), Semeraro (dopo l'addio al Lecce con il football ha chiuso) sono piste ormai bruciate, strade senza uscita che l'ex presidente rossonero non prende neanche in considerazione. Anche ieri «Giulianone» ha percorso centinaia di chilometri (al termine di questa avventura sarà costretto a cambiare macchina) in nome e per conto della Lucchese. Per salvare la Prima Divisione e non far morire il calcio a Lucca. Non fa nomi, non si sbilancia, ma al telefono il suo «vocione» ispira fiducia: le parole sono rassicuranti e non tradiscono il nervosismo di alcuni giorni fa. Che sia davvero la volta buona?  Dall'altra parte c'è l'azionista di maggioranza. Particolarmente nervoso per i giudizi espressi da parte della stampa (in prima fila «Il Tirreno» che non ha fatto altro che riportare episodi veri, verificati e verificabili), delle istituzioni (il sindaco Mauro Favilla e l'ex assessore Luca Leone) e della tifoseria che avrebbero, di fatto, allontanato la cordata genovese guidata da Luigi Gallo e Maurizio Montali che non si sono più visti dalle parti di viale San Concordio. E che sarebbero andati avanti soltanto se «Giulianone» fosse rimasto al suo posto ben sapendo che senza di lui i 900mila euro di introiti pubblicitari nella stagione 2010-2011 non sarebbero mai stati confermati l'anno prossimo. Quale credibilità può avere un gruppo che - anzichè informarsi con il diesse della situazione legata alle comproprietà e ai mancati pagamenti dei calciatori che non riscuotono da 4-5 mesi - pensa esclusivamente alla parte «attiva» trascurando quella «passiva»? L'ex presidente-traghettatore Fabrizio Biagioni ha confermato che al termine dell'assemblea dei soci emetterà un comunicato ufficiale. Al di là che, sul piano strettamente giuridico, la convocazione dell'assemblea dei soci sarebbe impugnabile in relazione alla tempistica, la minaccia di mettere in liquidazione il club rossonero (evitando il fallimento, ma facendo di fatto morire per la seconda volta nel giro di tre stagioni la gloriosa squadra cittadina) cozza con le esigenze di natura economica della Valore. Che cancellando la Lucchese dal panorama professionistico perderebbe per sempre i 240mila euro di fideiussione depositati in Lega Pro e che, nel caso di mancata iscrizione della formazione rossonera alla Prima Divisione, finirebbero nel fondo di garanzia dei giocatori. Stesso dicasi per il credito in Lega che ormai supera i 400mila euro. L'immobiliare pratese tutto questo spreco non se lo può permettere. Dovrà, giocoforza, attendere notizie da Giuliano Giuliani che entro lunedì 6 vuol chiudere le trattative che tiene aperte per presentarsi all'assemblea dei soci con le carte giuste per acquisire l'80% della Valore e proseguire nel progetto sportivo in attesa che maturino i tempi per la ristrutturazione del Porta Elisa.  Inutile dire che la città, i tifosi, le istituzioni, le forze imprenditoriali (ad oggi latitanti) sono tutte schierate con Giuliano Giuliani. Ma siamo lontani anni luce da un modello Lumezzane (tanti piccoli imprenditori che versano una quota ciascuno per mantenere in club a livello professionistico) e se la Lucchese potrà continuare in Lega Pro 1 il merito sarà, oltre dell'ex presidente delle due promozioni di fila, anche di imprenditori non locali.

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