Attenzione
Lucchese a un passo dalla cessione: è ormai guerra aperta tra Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani
La Valore sceglie il gruppo genovese
Luca Tronchetti
L'ex presidente eserciterà la prelazione, ma i pratesi vogliono toglierla dallo statuto
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LUCCA. È guerra aperta tra l'architetto Giovanni Valentini e l'ex patron rossonero Giuliano Giuliani. In un albergo toscano il rappresentante della Valore di Prato avrebbe incontrato il gruppo genovese che vede come capocordata l'imprenditore Luigi Gallo, ex patron del Venezia, arrestato nel luglio del 2005 per la fideiussione falsa al Torino di Cimminelli. Sarebbe stato raggiunto un accordo di massima. Della cordata genovese fa parte un altro personaggio chiacchierato: Maurizio Montali, 53 anni, ex dirigente dell'Imperia Calcio (fallita e radiata dalla Figc alcuni anni fa) quando alla presidenza c'era il fratello Gianfranco, 55 anni, che all'epoca venne arrestato per bancarotta fraudolenta. Nel 1996 venne accusato di truffa ai danni di un imprenditore di Vercelli dal quale aveva ottenuto assieme al fratello Gianfranco un anticipo di 500 milioni del vecchio conio, ma nel 2008 fu prosciolto dal tribunale della città piemontese per sopraggiunta prescrizione. Ma al di là del biglietto da visita non proprio edificante di personaggi che gravitano da anni nel mondo del calcio stupisce l'improvvisa accelerazione del Gruppo Valore e inquieta soprattutto la raccomandata via fax inviata all'azionista di minoranza, Giuliano Giuliani. Le date sono quelle già annunciate in convocazione ordinaria e straordinaria dell'assemblea dei soci: 1 e 6 giugno. Ma all'ordine del giorno c'è la modifica di un punto preciso dello Statuto societario dell'As Lucchese Libertas 1905: riduzione o eliminazione del diritto di prelazione del socio di minoranza. In poche parole Valentini vuole avere mano libera per vendere a chi vuole lui e alle sue condizioni. Dal punto di vista giuridico se l'azionista di maggioranza riuscisse nel suo intento si profilerebbe subito una guerra legale. Perchè l'atto verrebbe immediatamente impugnato dall'ex patron Giuliano Giuliani. Che ha detto a più riprese sulle colonne de «Il Tirreno» che lui vuol usufruire del diritto di prelazione (30 giorni di tempo). Anche perchè è convinto di riuscire in un lasso di tempo ragionevolmente breve a trovare i soci per poter pareggiare l'offerta. «Vado avanti per la mia strada - dice Giuliani - convinto delle mie possibilità. Eserciterò quello che è un mio diritto sancito dallo statuto. La cordata genovese l'avevo già incontrate e le garanzie non le avevo avute. Se entrano loro le mie quote le posso regalare al Comune». La mossa della Valore ha il sapore di un atto di guerra per Giuliano Giuliani. Fabrizio Biagioni, l'ex presidente dimissionario - ma ancora in carica per l'ordinaria amministrazione - contattato più volte al telefono verso le 20,30 ha declinato l'invito a rispondere alle domande che i cronisti avrebbero voluto rivolgergli sulle varie cordate (irpina, romana, ligure e per ultima piemontese) e sui personaggi non proprio cristallini che le rappresentavano. Ha soltanto invitato tutti a pazientare convocando per stamani (a mezzogiorno o all'una, l'orario non è ancora stato stabilito) una conferenza stampa per chiarire i contorni della vicenda. Alla domanda se la Valore avesse già trovato un accordo con una cordata, Biagioni si è trincerato dietro il solito no comment. Tra l'altro era spuntata anche una cordata piemontese accostata al nome di Alessandro Moggi e Fabio Ceravolo. L'ex socio della Pro Patria (condannato per il crac dei bustocchi nel 2008 a un anno e 4 mesi di reclusione) e ds dell'Arezzo di Mancini non iscrittosi al campionato di Prima Divisione ha smentito un coinvolgimento nell'operazione: «Sono stato contattato da un amico, un architetto che vive in Toscana e conosce la realtà della Lucchese. - dice Ceravolo - Mi ha chiesto se conoscevo imprenditori disposti a rilevare la società rossonera. Il mio mestiere e vendere e acquistare giocatori, non sono intermediario di cordate».
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