Il Tirreno

Lucca

La giunta congela la pratica stadio

Alessandro Petrini
L’assessore Marco Chiari e un particolare del progetto nuovo stadio
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L’assessore Marco Chiari e un particolare del progetto nuovo stadio

Chiari: «Prima di decidere vogliamo chiarezza sulla società»

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 LUCCA. La pratica dello stadio è stata rinviata a data da destinarsi e la condizione per riavviarla è la soluzione positiva della crisi societaria della Lucchese. L'amministrazione quindi cambia diametralmente rotta rispetto a qualche mese fa, quando alcuni assessori affermavano che la variante urbanistica avrebbe proseguito il suo iter indipendentemente dalle vicende societarie.  E sceglie di prendere tempo in attesa di capire quali saranno le intenzioni di chi eventualmente rileverà l'80% delle quote dei rossoneri. La decisione è arrivata ieri pomeriggio durante la giunta comunale dopo che in mattinata la commissione urbanistica era andata a vuoto perché gli uffici non avevano fornito ai consiglieri le osservazioni di Regione, Provincia e associazioni sulla variante urbanistica già adottata dal consiglio comunale. Una sorta di melina in attesa di decisioni che sono state ufficializzate più tardi.  La variante urbanistica quindi entra in una fase di stand by a tempo indeterminato in attesa di ulteriori sviluppi e a questo punto l'unica certezza è che ogni decisione sarà rinviata sicuramente a dopo l'estate.  «In questa fase abbiamo ritenuto più opportuno non andare avanti con questo procedimento - ha spiegato l'assessore con delega ai progetti particolari Marco Chiari -. Aldilà dell'intervento sullo stadio, a noi interessa realizzare qualcosa d'importante per la città. Per il momento abbiamo un master plan con volumetrie tra i 20 e i 22mila metri cubi, un'operazione che richiede un investimento tra i 40 e i 50 milioni di euro. E' possibile invece che a rilevare la Lucchese venga qualcuno che vuol fare un tipo d'intervento diverso, magari molto meno invasivo e meno costoso. Aver preso questa scelta ci consente quindi di farci trovare pronti a rimodulare il tutto e a formulare nuovamente una nostra proposta di variante».  Per il momento quindi il Comune fa un passo indietro e allontana l'ipotesi di una variante urbanistica approvata definitivamente in tempi brevi che avrebbe dato immediata validità al protocollo d'intesa siglato con la Lucchese il 25 febbraio 2010 nel quale si affida ai rossoneri il diritto di superficie del Porta Elisa per 99 anni. Un periodo di tempo che per il capogruppo di Governare Lucca Vincenzo Giorgi è eccessivamente lungo:  «Se si fossero rispettati i tempi e avessimo già affidato lo stadio alla società, in che condizione ci troveremmo in questo momento con una società che cerca di vendere l'80% del proprio pacchetto azionario a cordate di cui sappiamo poco? Ma soprattutto mi chiedo se in un'eventuale procedura di liquidazione questa concessione possa essere messa all'asta come un bene da commercializzare che può finire nelle mani di chiunque».  Secondo l'attuale protocollo d'intesala trasformazione urbanistica dell'area del Porta Elisa prevede la realizzazione di uno stadio da 12mila spettatori e l'edificazione di nuovi fabbricati con funzioni sportive, ricettive, commerciali, direzionali/terziarie, residenziali specialistiche/dedicate e servizi di interesse generale. In più è inclusa la pedonalizzazione di via Gramsci con la realizzazione del sottopasso pedonale/ciclabile di viale Marti, la realizzazione dei parcheggi pubblici e privati.

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