Gioco
Gli sforzi del ds Paolo Giovannini per sistemare i conti
In Lega Pro il club vanta crediti per oltre 450mila euro che saliranno con la risoluzione delle comproprietà
Ni.Nu.
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LUCCA. Trecentomila euro entro il 20 giugno per saldare le pendenze (stipendi e contributi del primo trimestre 2011) e mettersi in regola per poter poi iscriversi il 30 giugno attraverso la fideiussione di 600mila euro. Ben sapendo che già oggi in Lega Pro c'è un credito di 400-450mila euro tra contributi federali per l'utilizzo degli under 21 (300mila euro circa) e premi di valorizzazione (80mila euro per i prestiti di Costantini, Pennesi, Pezzi, Piccinni, Pondaco e Schenetti) oltre ai soldi derivanti da operazioni di mercato per il trasferimento di Citti (140 mila euro) alla Juventus e Pezzi alla Triestina (75 mila). Denaro certificato dalla Lega che finirà nelle casse rossonere solo dal 1 luglio con l'avvenuta iscrizione. Se la Lucchese non verrà iscritta quel denaro andrà perduto. La messa in liquidazione, quindi, non conviene a nessuno. Men che meno alla Valore che perderebbe anche 320 dei 400mila euro di fidejussione. Da notare che il contributo federale è aumento da 250 a 300mila euro visto che, oltre alla Lucchese, saranno solo altri quattro club nel girone B a suddividersi la "torta" per le società che hanno impiegato per più minuti giovani under 21 (Foggia, Viareggio, Gela e Foligno). Contributi che potrebbero essere di più se Viareggio e Foligno, che hanno già avuto una riduzione del 20% e 10% essendo arrivate penultima e terz'ultima, dovessero retrocedere. Perchè perderebbero tutto e le loro spettanze (800 mila per il Viareggio e un milione per il Foligno) e quindi favorirebbero l'aumento dell'imponibile da suddividersi tra Lucchese, Gela e Foggia. Altri soldi potrebbero arrivare dalle comproprietà (soprattutto dalla metà di Baldanzeddu con l'Empoli). Il ds Paolo Giovannini, l'unico in grado di salvare la baracca dal punto di vista economico-sportivo, chiarisce la situazione legata alla possibile cessione del giovane difensore Andrei alla Juventus. «Questo giocatore, come accaduto per Di Lorenzo alla Reggina, Mattiello e Citti alla Juve, non era all'asta, non svendiamo nessuno, ma anzi sono stati da noi proposti a società importanti che evidentemente non li avevano scoperti. E' chiaro che senza certezze societarie sul futuro e budget importanti diventa difficile trattenerli. Ad ogni modo anche se avessi le disponibilità economiche di Benevento, Taranto e Atletico Roma trovo giusto dare un'opportunità a questi ragazzi quando la società sono del calibro della Juve».
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