Il Tirreno

Lucca

Giuliani fa il garante «Cordata ligure? Voglio sapere chi c'è dietro»

Nicola Nucci
Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani; sotto a destra Giuseppe Bulleri; a sinistra il presidente Fabrizio Biagioni
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Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani; sotto a destra Giuseppe Bulleri; a sinistra il presidente Fabrizio Biagioni

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 LUCCA. «Io non so niente e per me non è stato concluso nessun accordo. Se poi i personaggi che vogliono acquistare la Lucchese sono questi allora io mi tiro fuori. Il presidente non lo faccio e le mie quote le regalo al Comune».  Giuliano Giuliani, ex patron rossonero e socio di minoranza con il 20 per cento, è costernato di fronte ad un presunto accordo che sarebbe stato raggiunto per la imminente cessione delle quote rossonere della Valore ad una cordata di imprenditori liguri, il cui referente è Luigi Gallo, ex presidente del Venezia, arrestato nel 2005 per una falsa fideiussione servita per l'iscrizione del Torino in serie A.  I rappresentanti della cordata nei giorni scorsi hanno incontrato Valentini a Prato e Giuliani a Lucca. E poi si sono visti anche con l'assessore allo sport Lido Moschini.  Giuliani vanta un diritto di opzione per l'acquisto dell'80% delle quote detenute dalla Valore.  «Per tre volte ho parlato con queste persone, l'ultima sabato scorso a Lucca - dice il titolare della Cipriano Costruzioni - ho chiesto, dopo aver consultato il mio commercialista, garanzie adeguate e soprattutto i nomi di chi c'era dietro l'operazione.  «Ma gli imprenditori a capo di questo gruppo interessati anche alla ristrutturazione del Porta Elisa, anziché rispondere sono andati direttamente a parlare con Valentini e in Comune con l'assessore Moschini. A me hanno fatto una proposta scritta che è la stessa fatta all'architetto Giovanni Valentini.  «Voglio garantire un futuro alla Lucchese - dice Giuliani - e consegnarla nelle mani di persone serie e solvibili. Sulla vendita delle sue quote, se permettete, devo essere interpellato anche io, oltre naturalmente a Valentini».  Prelazione. E' opportuno ricordare che Giuliani, in quanto socio col 20%, può esercitare ua prelazione per l'acquisto delle quote in mano alla Valore. Un diritto che ha intenzione di far valere e se ciò gli venisse impedito potrebbe, codice civile alla mano, portarlo ad impugnare il contratto di cessione della Lucchese.  Giuliani, come già fatto con la cordata laziale di Bini, Manfredini e Di Stanislao, aveva chiesto al gruppo genovese - che farebbe capo alla società immobiliare Nice con sede a Genova - garanzie e nomi che ad oggi non sono stati presentati.  «Ho fatto alcuni accertamenti su questa società - spiega Giuliani - scoprendo che ha un capitale sociale di diciannovemila euro. Mi è stato risposto però che era stato ampliato fino a 19 milioni. A quel punto ho richiesto ulteriori garanzie che non mi sono state fornite. Ci sono troppi aspetti nebulosi».  Il cda. Intanto per l'inizio della prossima settimana, probabilmente martedì, è stato convocato un consiglio di amministrazione dove si ritroveranno Giuliani e Valentini. L'impressione però è che i due soci stiano viaggiando su strade parallele.  L'ex patron rossonero non molla e continua ad andare avanti nel tentativo di formare una cordata "lucchese" in grado di rilevare le quote della Valore.  «Entro 15 giorni comunque arriveremo ad una soluzione - dice - sto cercando di coinvolgere imprenditori locali (due del settore edile e uno del cartario ndr) interessati anche al nuovo stadio. Sono giorni cruciali e in questo momento dobbiamo agire a fari spenti. Chi vuole acquistare le quote della Valore dovrà dimostrare di essere degno della città di Lucca e della sua tifoseria».  Anche perchè le norme per le iscrizioni saranno severe: meno squadre (76 anziché 90) ma solide, fidejussione più alta. E chi non è in regola non parte.  Il futuro rossonero è ancora da scrivere.

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