Sicurezza
Lucchese, due punti di penalizzazione
Luca Tronchetti
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Giuliano Giuliani invita i tifosi a restare calmi nonostante il meno 2 nella prossima stagione La società non versa i 300mila euro per pagare stipendi e contributi del primo trimestre 2011
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LUCCA. La Lucchese inizierà il campionato 2011-2012 con due punti di penalizzazione in classifica. La società non verserà i 300mila euro necessari per pagare gli emolumenti del primo trimestre 2011 a calciatori e staff tecnico e i contributi previdenziali e assistenziali riferiti allo stesso periodo. Oggi gli ispettori della Co.Vi.Soc. certificheranno l'inadempienza del club di viale San Concordio e faranno partire il deferimento per il presidente del collegio sindacale Gabriele Nencini e per i consiglieri d'amministrazione Fabrizio Biagioni (in veste di presidente dell'As Lucchese Libertas 1905) e Paolo Giovannini con richiesta di due punti di penalizzazione nella stagione agonistica 2011-2012. La logica conseguenza del mancato accordo con la cordata dell'Alto Lazio rappresentata dall'ex presidente del Lanciano, Paolo Di Stanislao. Ma patron Giuliano Giuliani non dispera e di certo non getta la spugna. Sarebbe in contatto con alcuni imprenditori - un paio lucchesi e altri fuori provincia - e starebbe effettuando le doverose verifiche. Perchè chi subentra al gruppo Valore deve avere le necessarie garanzie. Sino a ieri sera alle 20 nell'ufficio di viale Regina Margherita dell'ex presidente rossonero la cordata capitanata da Di Stanislao non aveva inviato il fax richiesto nell'incontro di domenica sera. «Avevo chiesto nome, cognome, codice fiscale o partita Iva delle società o della persone fisiche che facevano parte del progetto. - dice Giuliani raggiunto telefonicamente - Ma non ho ricevuto nessuna e-mail, fax o messaggi di posta elettronica. Mi ha chiamato Uber Manfredini che, assieme a Silvano Bini, si è adoperato per fare da tramite a questo gruppo di imprenditori edili dell'Alto Lazio. Attendeva notizie ed era profondamente dispiaciuto dell'evolversi della situazione. Lui e l'ex ds dell'Empoli non hanno colpe. A questo punto credo proprio che la cordata di Di Stanislao si sia sciolta come neve al sole. Prenderemo i due punti di penalizzazione, ma sono certo che alla fine sarà il male minore. Chiunque si avvicina alla Lucchese sappia che servono garanzie di chi fa l'operazione: nomi, cognomi e curriculum. Io faccio le opportune verifiche e tre ore dopo riesco a sapere chi ho di fronte. Se non c'è questo passaggio mi possono promettere milioni di euro e fammi credere ciò che vogliono. Il matrimonio io non lo faccio». Sul caso Di Stanislao cala dunque il sipario. Hanno tratto in inganno i due emissari della Cipriano - Manfredini e Bini - il nome che si celava dietro agli imprenditori dell'Alto Lazio: un noto costruttore il cui nonno era stato negli anni Cinquanta presidente della Roma e la cui solidità e fuori discussione. Ma nonostante la richiesta più volte espressa da Giuliani di un contatto diretto con il noto imprenditore in una settimana la cordata targata Di Stanislao non avrebbe mai fornito un appuntamento con il costruttore romano. Cosa accadrà adesso? «Non getto la spugna. Sto lavorando sotto traccia con alcuni imprenditori e sono fiducioso. A questo punto non c'è fretta». Di certo accanto a Giuliani ci sarà - almeno sino al 30 giugno e probabilmente anche dopo - il fido diesse Paolo Giovannini, indispensabile consigliere capace di racimolare denaro fresco attraverso cessioni e risoluzioni di comproprietà. Intanto stasera molti rossoneri parteciperanno alla premiazione del Gazzettino d'Argento (ore 19.30 Cafè Fellini di Massimo Tamburrini). Questa edizione è stata vinta da Alessandro Marotta davanti a Grassi, Biggi, Pennesi e Carloto. Ci saranno anche il tecnico Indiani, il ds Giovannini e altri dirigenti rossoneri. Luca Tronchetti
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