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Lucca

LA TRATTATIVA

Domani un altro incontro

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 LUCCA. Niente da fare. La trattativa per la cessione delle quote del Gruppo Immobiliare Valore subisce un nuovo stop. Se ne riparlerà domani e ormai è quasi certo che nella stagione 2011-2012 la Lucchese subirà uno o due punti di penalizzazione. Non è la fine del mondo. L'importante è che l'80% delle quote vada in mano a personaggi seri e solvibili.  Di avventurieri il club rossonero non ne ha bisogno. Ha già dato abbondantemente con l'esperienza drammatica targata Fouzi Hadj che ha portato la società al crac finanziario e alla discesa nei dilettanti. Le uniche certezze in questi chiari di luna sono Giuliano Giuliani e Paolo Giovannini. L'ex presidente prima di dare il placet all'operazione (oltretutto necessita del beneplacito della Valore) che vede coinvolti imprenditori romani rappresentati da Di Stanislao dovrà effettuare tutte le verifiche del caso. Se servono dieci giorni in più non importa. È fondamentale però non commettere errori e di fronte al futuro due punti in più o due punti in meno non cambiano la prospettiva. Oltretutto siamo di fronte a una società che non ha scheletri nell'armadio e che deve far fronte adesso al pagamento di 300mila euro (stipendi e contributi del trimestre gennaio-marzo), ma che già il prossimo trimestre (aprile-giugno) avrà i soldi necessari per non incorrere in ulteriori penalità. E questo grazie al diesse Paolo Giovannini che ha fatto risparmiare la società riuscendo nell'impresa della salvezza ottenuta con l'ausilio della matematica (virtualmente anche prima) a 180' dal termine del campionato e con una squadra che, vincendo con il Siracusa, si piazzerebbe al settimo posto, un risultato eccezionale in considerazione delle traversie societarie. La sua presenza - anche se dovesse sbarcare la cordata laziale - è fondamentale anche e soprattutto all'interno del consiglio d'amministrazione. In questi tre anni, conditi da due promozioni consecutive, Giovannini ha dimostrato di avere a cuore le sorti della Lucchese e sarebbe un errore privarsi della sua competenza.  Ciò che sorprende è che la città non esprima forze imprenditoriali o anche un azionariato popolare capace di tirar fuori 400-500mila euro per garantire la stagione e consentire alla Lucchese - in attesa che l'iter burocratico necessario per approvare il progetto stadio vada in porto - di affrontare un campionato di Prima Divisione con un budget e ridotto e programmi di minima: salvezza all'ultimo turno e valorizzazione dei giovani. L.T.

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