Il Tirreno

Lucca

Lo spettro dei dilettanti dopo la rinascita e le due promozioni consecutive che avevano riportato entusiasmo

Lucchese, dal sogno all'incubo

Nicola Nucci
<b>ROTTURA. </b> Giuliani e Valentini solo un anno fa celebravano il trionfo della Lucchese
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ROTTURA. Giuliani e Valentini solo un anno fa celebravano il trionfo della Lucchese

Situazione precipitata negli ultimi sei mesi con il disimpegno della Valore

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 LUCCA. Dal calvario alla rinascita. Dal ritorno nell'ex C1 allo spettro di tornare nei Dilettanti. Un futuro incerto dopo due anni e mezzo esaltanti.  2008. Si riparte dalla serie D con la Sporting Lucchese, fatta nascere dal sindaco Favilla e dagli assessori Meschini e Leone. Al timone l'architetto Giovanni Valentini, rappresentante della Valore di Prato, e il lucchese Giuliano Giuliani (Cipriano Costruzioni). Il 15% a Pagine Sì di Fabrizio Nieri che poi cede le quote alla Sviluppo Sportivo. Obiettivo la Prima Divisione dopo lo tsunami Hadj: diesse Paolo Giovannini, allenatore Giancarlo Favarin.   2009. Il 30 marzo il presidente Giuliani riacquista il centenario marchio della A.S. Lucchese Libertas 1905 (51 mila euro). Il 4 aprile Pera stende il Gavorrano (4 mila spettatori) ed è Seconda Divisione. Riesplode l'entusiasmo. Il 16 luglio la Giunta approva il master plan del nuovo stadio Porta Elisa, dopo il no a San Donato, per consentire al club rossonero di autofinanziarsi. Confermati Giovannini e Favarin fino al giugno 2012.   2010. La Lucchese dei record vola: il 25 aprile a Carrara seconda promozione e la C1. A giugno anche la Supercoppa: una trionfale cavalcata. Fusione tra Società Sviluppo e Lucchese. Il 26 giugno progetto preliminare dello stadio: inizio lavori giugno 2011. «La Lucchese potrà tranquillamente rimanere in Lega Pro 1 con mire alla B» dichiara il socio di maggioranza. Il 4 agosto presentazione in San Michele e 1400 abbonamenti. L'obiettivo è salvarsi: squadra poco esperta, ma ottimi acquisti, su tutti Marotta. Inizio sprint, poi k.o. con Cosenza e Gela. E primi dissidi nello spogliatoio. Il 24 ottobre sconfitta a Cava: via Favarin, con strascichi polemici tra giocatori e alcuni tifosi. Al suo posto Indiani.  2011. Affiorano i problemi economici, stipendi pagati a singhiozzo. Il 5 gennaio le dimissioni da presidente di Giuliani in contrasto col socio di maggioranza. Il 12 gennaio annuncio choc di Valentini: Lucchese in vendita e disimpegno al 30 giugno della Valore. Che promette una regolare gestione finanziaria fino al 15 maggio per evitare penalizzazioni. L'11 marzo salta la trattativa con la cordata locale di Susanna, Auricchio e Vincenzini. «Troppi 6 milioni» dicono. Il 6 aprile Valentini annuncia di mettere la società in liquidazione se non ci saranno acquirenti per rilevare l'80% o una parte delle quote. Poi un segnale di apertura: «Siamo disponibili a cedere solo la parte sportiva, che vale 1,5, a persone serie». Il 19 il sindaco Favilla annuncia: il progetto-stadio va avanti. E intanto a Pasqua giocatori e staff non riscuotono un euro e attendono ancora tre mensilità. Cosa accadrà adesso?

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