Il dolore
Il trainer rossonero amareggiato per gli errori in fase dattacco
Indiani: «Ci è mancata lucidità e la giusta cattiveria agonistica»
Nicola Nucci
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Paolo Indiani 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Lucchese generosa, ma con le polveri bagnate e con poca cattiveria agonistica. Uno spettacolo davvero avaro di emozioni sottolineato dai fischi e dai soliti «andate a lavorare». Ma mister Paolo Indiani non ci sta e difende Carloto e compagni. «Abbiamo tentato di vincere, ma non siamo stati bravi e lucidi nel finalizzare. Il Viareggio si è chiuso bene protetto da un portiere come Pinsoglio che non per niente è il titolare della Nazionale under 21 di Ferrara. Tra la fine del primo tempo e l'inizio della ripresa ho visto però una Lucchese più disinvolta e decisa. Abbiamo creato tre ghiotte palle gol, ma anche il Viareggio ha avuto dei micidiali contropiede per segnare. A tratti mi è sembrato di rivedere la partita con il Benevento. Forse ha prevalso la paura di perdere e ci siamo accontentati del pari. Un risultato comunque giusto. Adesso però c'è da pensare a raggiungere in fretta la salvezza. Ci mancano due punti per chiudere il discorso». Poi il trainer rossonero parla dei fischi piovuti all'indirizzo della squadra al triplice fischio finale: «I tifosi vorrebbero sempre vincere. Ci hanno sostenuto per 90 minuti e noi abbiamo provato a regalare questa soddisfazione. Purtroppo non ci siamo riusciti e ce ne dispiace. La classifica resta invariata, ma non possiamo permetterci cali di tensione visto che Barletta, Pisa e Gela si sono avvicinate. Sabato prossimo a Foligno dobbiamo fare punti per chiudere al meglio e cercare di conquistare l'ottavo posto visto che in casa riceveremo il Virtus Lanciano e il Siracusa».
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