Il Tirreno

Lucca

Pasqualini e la tripletta rifilata alle zebre

Luca Tronchetti
<b>COMPAESANI. </b> Gigi Simoni e Mauro Pasqualini entrambi nati a Crevalcore (Bologna)
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COMPAESANI. Gigi Simoni e Mauro Pasqualini entrambi nati a Crevalcore (Bologna)

L'ex ala destra racconta lo storico 5-0 di quarant'anni fa davanti ai 15mila del Porta Elisa

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 LUCCA. Sono passati quarant'anni e mezzo, ma quella tripletta è rimasta nel cuore dei tifosi figli degli anni Settanta. Era l'11 ottobre 1970 quando i rossoneri guidati in panchina dal balbuziente Ruggero Salar rifilarono cinque gol ai bianconeri mandando in estasi gli oltre 15mila spettatori che assiepavano tribuna e gradinata. Eroe di quella memorabile giornata Mauro Pasqualini, classe 1947, imprendibile ala destra che faceva ammattire le difese avversarie.  Per chi non ha avuto la fortuna di ammirarlo nell'unica stagione in cui ha indossato la maglia rossonera Pasqualini era un'ala tutto scatti e dribbling. Un tipo alla Bruno Conti che puntava l'uomo, lo saltava e metteva invitanti palle in mezzo all'area di rigore. Uno di quei giocatori che esaltava il pubblico e finiva per diventare il beniamino dei tifosi. Emiliano di Crevalcore, cresciuto nel Bologna, era destinato a una carriera luminosa, ma una serie di gravi infortuni (doppia frattura di tibia e perone della gamba destra) lo costrinse a 28 anni ad attaccare le scarpette al chiodo. Oggi Mauro Pasqualini vive a Foiano della Chiana ed è responsabile del settore giovanile del Cortona Camucia (Prima Categoria) dopo aver, sino alla scorsa stagione, operato come osservatore del Milan per la Toscana.  IL GOL GALEOTTO  «Ho ancora davanti agli occhi il pubblico del Porta Elisa in quella giornata trionfale. - racconta al telefono l'ex calciatore rossonero - Noi eravamo una supersquadra. Gente fortissima come Cavallito, Volpato, Cagnazzo, Pomelli, Lazzotti e Campioli (gli ultimi due in foto) dotata di grande tecnica. Non come oggi che non sanno mettere due passaggi in fila».  A leggere il tabellino con i marcatori (tre gol di Pasqualini, uno di Cagnazzo e uno di Cavallito) si ha l'impressione di un derby senza storia. E invece i bianconeri, almeno nel primo tempo, non demeritarono. «Andammo in vantaggio noi. Galoppata sulla fascia destra, salto di netto il mio marcatore, vado sul fondo, rimetto al centro e Cagnazzo la butta dentro. Ma il Viareggio non ci sta. Si riorganizza e su una mischia i bianconeri pareggiano. L'arbitro però annulla e concede la rimessa dal fondo. Cupisti e soci sono imbufaliti protestano vivacemente con il direttore di gara. Vista la situazione ne approfitto. Mi faccio consegnare la palla dal nostro portiere Masoni, parto dall'area di rigore e attraverso tutto il campo con gli avversari ancora intenti a discutere con la giacchetta nera. Quando si accorgono di me è tardi. Sono già in area di rigore, scarto il portiere e deposito la sfera in rete. Viene giù lo stadio con la gente che scandisce all'unisono il mio cognome. Nella ripresa divento una furia. Segno il terzo gol con un bel diagonale dopo aver dribblato e messo a sedere il terzino sinistro. Il Viareggio si scioglie come neve al sole. Cavallito su punizione segna il quarto gol e io in mischia chiudo i conti. Al fischio finale si scatena l'entusiasmo. Per tutta la settimana in Fillungo fui assediato dai tifosi che mi ringraziarono, mi offrirono da bere e mi venerarono come un eroe. Per me fu un'immensa soddisfazione che, a distanza di 40 anni, ricordo ancora con piacere. All'epoca l'applauso e l'incitamento degli sportivi era impagabile e valeva più del denaro.  Con quella tripletta ho vissuto di rendita e i tifosi perdonavano anche le mie giornate di scarsa vena. All'epoca c'era una sana rivalità: gli sfottò erano conditi da genuina ironia, non c'era cattiveria o animosità e tutto si concludeva a fine giornata. Oggi sono capaci pure di spararti. Oddio, a Viareggio nella gara di ritorno non è che ci trattarono con i guanti bianchi. Sputi, insulti, colpi bassi. Ma non abboccammo alle provocazioni e il derby finì a reti bianche».  TALENT SCOUT  Per Pasqualini la terza serie deve servire per lanciare giovani talenti. «Solo così i piccoli club vanno avanti. Alla Lucchese consiglio Daniele Faralli, classe 1994, centravanti che ha segnato 32 gol negli Allievi. Sta facendo un provino con la Triestina, ma piace anche all'Empoli. Se Giovannini lo prende fa un affare».

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