Il Tirreno

Lucca

Nell’incontro con l’ex patron Giuliani l’architetto ribadisce che entro fine mese o vende o mette in liquidazione il club

Lucchese, l'ultimatum di Valentini

Lucchese, l'ultimatum di Valentini

Se non avverranno fatti nuovi c'è il rischio che la squadra non s'iscriva in Lega Pro

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 LUCCA. Stavolta il contatto c'è stato. L'ex presidente Giuliano Giuliani (Cipriano Costruzioni) e l'azionista di maggioranza Giovanni Valentini (Gruppo Valore) si sono incontrati ieri pomeriggio per discutere del futuro della Lucchese. E l'architetto ha ribadito quando già dichiarato al nostro quotidiano: «Pago tutto, ma se entro fine maggio nessuno acquista le quote metto in liquidazione la società».  L'attesa svolta non c'è stata, ma l'ex patron non demorde e avrà nuovi colloqui con l'azionista di maggioranza. L'impressione è che se non avverranno fatti nuovi la Lucchese corre il serio rischio di non iscriversi l'anno prossimo alla Lega Pro. E un nuovo fallimento tre anni dopo il crac targato Fouzi Hadj significherebbe la morte del calcio a Lucca. In questa situazione caotica preoccupa e sinceramente stupisce il silenzio assordante del sindaco Mauro Favilla. In fondo è stato lui il garante della Rinascita Rossonera affidando la società al tandem Valentini-Giuliani, lui ad aver tracciato un percorso legato alla variante urbanistica e al progetto per la ristrutturazione del Porta Elisa. Da mesi invece assiste senza parlare al disgregarsi del suo progetto. Di fronte alle dimissioni di Giuliano Giuliani che palesavano un'evidente difficoltà dovuta alla mancanza di chiarezza e soprattutto di liquidità del socio di maggioranza, di fronte alla trattativa abortita dopo un mese di travaglio degli imprenditori Susanna e Auricchio, di fronte alle dichiarazioni, mai smentite e semmai avvalorate, dell'architetto Valentini deciso a portare i libri in tribunale e non iscrivere la Lucchese al prossimo campionato di Prima Divisione il primo cittadino non ha mosso un dito, non è intervenuto nel dibattito per indicare una strada maestra capace di salvaguardare un patrimonio della collettività come la secolare squadra rossonera. Il rischio è che il cerino gli resti di nuovo in mano. L'importante sarà evitare le solite ambiguità come accadde nel caso Fouzi Hadj, dapprima incensato e poi disconosciuto al momento del crac societario nonostante «Il Tirreno» avesse previsto tutto con oltre un anno d'anticipo. Da capire come si comporterà l'amministrazione comunale e in modo particolare il sindaco il 27 aprile con l'imprenditore campano Sergio Contino che, stranamente, invece di chiedere subito un incontro con i soci della Lucchese per presentare una bozza d'offerta per l'acquisto dell'80% delle quote azionarie (il 20% detenuto da Giuliano Giuliani non è in vendita) si fa annunciare a palazzo Orsetti.  Una cosa è certa: nell'ombra qualcosa si muove. Che va al di là del gruppo campano rappresentato da Eupremio Tony Carruezzo. Ma intanto il tempo passa e il rischio che, in caso d'iscrizione al prossimo torneo dell'ex C1, l'As Lucchese Libertas 1905 venga penalizzata di almeno un punto (stipendi non pagati) cresce. Il ds Giovannini, che non conosce ancora il suo futuro, sta muovendo le sue pedine per far arrivare entro giugno denaro fresco nelle casse sociali: con la cessione di Pezzi alla Triestina (ricavando dall'altra metà del cartellino tra 70 e 80 mila euro) e introitando una bella cifra dalla vendita del portiere Citti alla Juve e dell'interno Di Lorenzo alla Reggina. E poi ci sono Bertoli e Lollini chiesti da formazioni di B (Albinoleffe, Modena, Bari).  Per quanto riguarda gli stipendi ad oggi la società immobiliare pratese ha pagato l'80% degli emolumenti di gennaio (non a tutti i calciatori e componenti dello staff), ma dovranno essere saldati anche la restante parte di gennaio e le mensilità di febbraio e marzo. La sensazione è che la Valore attenda risposte certe (vedi progetto-stadio). L.T.

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