Il Tirreno

Lucca

Scende a 1,5 milioni la valutazione della cessione della parte sportiva della Lucchese

Valentini abbassa le pretese

Nicola Nucci
Valentini con il sindaco Favilla
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Valentini con il sindaco Favilla

Slittato ad oggi l'incontro-chiarimento con l'ex patron Giuliani

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 LUCCA. «Un milione e mezzo di euro per la cessione della parte sportiva è una valutazione ragionevole: siamo pronti a discutere con chi è interessato purchè si tratti di persone serie». L'azionista di maggioranza, Giovanni Valentini, è disposto ad abbassare le pretese e a scorporare l'azienda Lucchese.  E' partita l'operazione per salvare la Lucchese da una crisi societaria irreversibile. L'obiettivo è evitare un'altra volta di precipitare dal calcio professionistico ai dilettanti come accaduto nel 2008 dopo il fallimento di Fouzi Hadj. Ieri mattina c'è stata una telefonata tra Giuliano Giuliani (20% del pacchetto azionario) e Giovanni Valentini (portavoce della Valore, 80% del pacchetto azionario). L'incontro previsto è slittato a oggi pomeriggio per problemi di lavoro dell'azionista di maggioranza. L'impressione è che per salvare la Lucchese si stia riavvicinando e riallacciando contatti a destra e a sinistra anche un ex componente del consiglio d'amministrazione dimessosi il 31 ottobre 2010: l'amministratore delegato Ugo Giurlani.  È bene essere chiari: senza una componente lucchese nell'assemblea dei soci il pericolo di imbattersi in avventurieri senza scrupoli che se ne vanno lasciando un cumulo di macerie è sempre dietro l'angolo e visto il caso Hadj è meglio andare sul sicuro. Anche a costo di un campionato di basso profilo con una squadra allestita con tanti giovani. Che poi chi l'ha detto che in B non si possa andare, programmando s'intende, anche con una formazione zeppa di under 21? Guardare al Gubbio di Gigi Simone e Vincenzo Torrente per credere. Giocano titolari Lamanna (portiere, 1989), Donnarumma (attaccante, 1990), Galano (mezzapunta, 1991), Raggio Garibaldi (centrocampista, 1989). In sostanza vincono il campionato e con la valorizzazione pagano gran parte degli stipendi.  L'attesa.  L'architetto Valentini è in attesa entro il 15 maggio di un'offerta seria e reale per vendere l'80% delle quote societarie in mano al gruppo Valore. Altrimenti il rischio è la messa in liquidazione. Il prezzo di vendita secondo il diesse Paolo Giovannini, che da anni mastica calcio e conti, si aggira sul milione e mezzo considerando il marchio, la categoria e il parco giocatori compreso il settore giovanile. «Chi volesse comprare la Lucchese si troverebbe giocatori di proprietà del club, molti dei quali con una quotazione di mercato e un valore tecnico cresciuto dopo l'esperienza in Prima Divisione» dice il diesse. Una cifra condivisa da Valentini che nella trattativa con la cordata di Susanna e Auricchio aveva valutato la parte sportiva 2 milioni.  Le cordate  Di recente ci sono stati contatti tra un alto dirigente e una cordata rappresentata da un ex calciatore di serie A e della Nazionale, con un recente passato da allenatore, che come intermediario ha chiesto informazioni sulla Lucchese. Al progetto-stadio invece non è interessato Toni Carruezzo, il quale ha avuto un colloquio con l'ex direttore sportivo Nicola Dionisio e l'imprenditore campano Sergio Contino per trovare nuovi soci ai quali illustrare il suo piano sportivo. Contino, 55 anni, è un imprenditore del metallurgico e del terziario. Gestisce un'azienda dell'indotto Fiat a Baraggiano (Potenza) e un'agenzia di scommesse ("Las Vegas"), in cui tra i soci figura lo stesso Dionisio. Dopo le dimissioni nella società biancoverde ha ceduto il 25% delle quote in seguito alla rottura con gli altri componenti del club. Carruezzo avrebbe già in mente una rosa di allenatori: al primo posto l'ex tecnico rossonero Francesco D'Arrigo, lucchese doc, che sfiorò la B nella stagione 2001-2002.

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