Il Tirreno

Lucca

Società, una settimana decisiva

Luca Tronchetti
Società, una settimana decisiva

Giuliani incontra Valentini, ecco i gruppi interessati a subentrare nella gestione

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 NOCERA INFERIORE. Sarà una settimana di fondamentale importanza per il futuro della Lucchese. Il rischio che l'azionista di maggioranza possa mettere in liquidazione una società rinata dalle ceneri di un fallimento soltanto tre anni fa è concreto, se nessuno si farà avanti con un'offerta reale. Vietato sbagliare, adesso, altrimenti l'As Lucchese Libertas 1905 sparirà dal panorama calcistico nazionale.  Gli scenari possibili passano dall'acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario da parte dell'ex patron Giuliano Giuliani, all'arrivo di nuovi acquirenti non lucchesi sino alle conseguenze estreme della mancata iscrizione alla Lega Pro, con revoca dell'affiliazione alla Figc e possibilità di ripartire dai dilettanti (Eccellenza) con una nuova denominazione sociale e l'okay dell'amministrazione per giocare al Porta Elisa.  E, in ultima istanza un anno sabbatico senza calcio, come accaduto in passato a Palermo e Sanremese e quest'anno a Legnano, Pro Vasto e Biellese.  VALENTINI E GIULIANI  L'improvvisa scomparsa del ragioner Piero Bacchiereti, amico di lunga data dell'architetto Giovanni Valentini e membro del collegio sindacale della Lucchese, ha impedito all'ex presidente Giuliano Giuliani di incontrare l'ormai ex socio per parlare delle sorti della gloriosa compagine rossonera.  Non è un mistero che "Giulianone" voglia proseguire la sua avventura nella Lucchese e non abbia alcuna intenzione di perdere i soldi che ha investito nel calcio e che lui, in proporzione alle quote sottoscritte, ha sempre versato in questi tre anni.  Possibile che i due imprenditori si vedano già nella giornata odierna. Un incontro franco e persino duro, se sarà necessario. Nessuno discute che la rinascita rossonera è stata resa possibile in principal modo dagli investimenti della Valore, che oggi non vuole però spendere 120mila euro mensili per fare calcio. La crisi immobiliare iniziata nel 2010 ha interessato anche il gruppo immobiliare pratese che, nel calcio, non sembra intenzionato a fare investimenti importanti.  Giuliani il suo 20% lo tiene stretto e chiederà al portavoce della Valore di affidargli esclusivamente il progetto sportivo, scorporandolo dal master plan dello stadio e dalla valutazione dei terreni di San Donato attraverso apposite scritture private che garantiscano a Valentini quanto dovuto nel caso di approvazione del progetto dello stadio e dello sfruttamento dei campi agricoli, il cui valore è contabilizzato nel bilancio della Lucchese. Dall'operazione Valentini avrebbe un duplice vantaggio: liberarsi di un costo fisso non più sostenibile, senza decretare la fine della creatura che lui stesso ha contribuito a far risorgere, e restare agganciato al progetto economico con la possibilità di recuperare almeno in parte quanto investito.  Ripicche e bracci di ferro non servono a nessuno. Tantomeno ad imprenditori che hanno interessi sulla città e che devono rapportarsi con l'amministrazione comunale.   SOCI E CORDATE  Ad oggi nessun imprenditore si è fatto avanti con l'architetto Giovanni Valentini. Ma dietro le quinte si muovono interessi variegati e personaggi vari.  C'è un mondo complesso formato da direttori sportivi, procuratori, allenatori in cui non mancano persone pronte a tutto pur di raggiungere l'obiettivo prefisso: gestire una società di calcio a livello professionistico.  È in questa situazione che diventa fondamentale l'intervento delll'amministrazione comunale, che deve garantire la serietà dell'interlocutore. Sarebbe un errore imperdonabile far finire la Lucchese di nuovo in mano a misteriori uomini d'affari (la vicenda di Fouzi Hadj dovrebbe aver insegnato) capaci di causare dissesti economici e decretare la morte del calcio a Lucca.  Al momento si è esposto a livello mediatico soltanto l'ex bomber Tony Carruezzo. Disposto con un suo progetto sportivo - basato sui giovani, magari anche provenienti dal Brasile e dall'Est Europa - a risollevare le sorti del calcio lucchese cercando dirigenti in grado di finanziare le sue idee.  Sul bomber, bandiera rossonera, nessun dubbio, ma sono da conoscere meglio altri i personaggi coinvolti nel progetto: l'ex presidente dell'Avellino, Sergio Contino, e l'ex diesse di Benevento, Cavese e Avellino, Nicola Dionisio. I quali sono usciti allo scoperto prima ancora di intavolare una trattativa con l'azionista di maggioranza.  C'è invece chi in silenzio tesse la sua tela e presto incontrerà i dirigenti rossoneri. Si tratta di una cordata rappresentata da un ex calciatore con sei presenze in Nazionale, che si è fatta avanti in modo informale, mentre un'altra cordata - legata a un ex direttore sportivo e calciatore con 4 partite in Nazionale - vuol entrare nel calcio e sta sondando dei club di Prima Divisione che sono in crisi societaria. Altri imprenditori non lucchesi si sarebbero fatti avanti con le istituzioni per capire meglio l'iter del progetto stadio, perchè interessati ai lavori di ristrutturazione. Senza dimenticare Giuliano Giuliani e il suo 20%.  TEMPI RAPIDI  Se qualcuno vuol rilevare la Lucchese deve far presto. La Valore, se davvero vuol mettere in liquidazione la società, dovrà farlo entro il 31 maggio. Se a quella data non si fosse fatto vivo nessuno allora calerebbe il sipario sul calcio a Lucca.  Con la revoca dell'affiliazione alla Figc dovrebbe sorgere una società ex novo che il sindaco dovrebbe affidare a imprenditori che diano garanzie. Ripartirebbe ben che vada dall'Eccellenza, massimo campionato regionale. E a quel punto tanto varrebbe trovare un accordo con la Fortis Lucchese (che tra l'altro ha un suo settore giovanile) in attesa di comprare dai vecchi proprietari il titolo sportivo.

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