Il Tirreno

Lucca

Soci all’orizzonte non se ne vedono: senza il via libera allo stadio c’è il rischio di un nuovo addio alla Lega Pro

Lucchese, la palla torna al Comune

Nicola Nucci
A destra Giuliano Giuliani Giovanni Valentini e Mauro Favilla: da loro dipende il futuro della Lucchese; a sinistra un’immagine del nuovo stadio (vip)
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A destra Giuliano Giuliani Giovanni Valentini e Mauro Favilla: da loro dipende il futuro della Lucchese; a sinistra un’immagine del nuovo stadio (vip)

Il Gruppo Valore di Prato si affida a Favilla: «È il sindaco il nostro garante»

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 LUCCA. Come nell'estate 2008 la palla torna nelle mani del Comune e del sindaco Mauro Favilla. Servono nuovi soci da affiancare all'ex patron rossonero Giuliano Giuliani (Cipriano Costruzioni), che detiene il 20% delle quote. Soci non lucchesi, dal momento che la città sembra assistere sonnacchiosa e indifferente all'evoluzione della crisi rossonera. Il rischio è di un nuovo addio al calcio professionistico.  E dopo il crac targato Hadj e la ripartenza dalla D una nuova caduta nei dilettanti (stavolta sarebbe Eccellenza, il gradino più alto a livello regionale) significherebbe la fine della gloriosa Lucchese. A meno che non il calcio non si fermi per una stagione. Come accadde nel 1986-87 al Palermo, escluso per inadempienze finanziarie dalla C1 e poi riammesso alla C2 la stagione successiva, o due stagioni orsono la Sanremese riammessa in Eccellenza e ripescata subito in C2 o adesso Biellese, Pro Vasto e soprattutto Legnano anch'esso con un passato in serie A negli anni Cinquanta. Sarebbero davvero un delitto gettare al vento quanto di buono costruito in questi tre anni (due promozioni e una salvezza praticamente raggiunta). Ad oggi i giocatori e i fornitori non sono stati saldati. Per i calciatori si tratta di tre mensilità arretrate (la promessa dell'architetto Valentini è di saldare gennaio entro il 15 aprile). Intanto torna a parlare il presidente-traghettatore Fabrizio Biagioni. «Un passo avanti lo abbiamo fatto consegnando al Comune la bozza definitiva del progetto di riqualificazione dello stadio - dichiara il manager del gruppo Valore - ora saranno gli uffici tecnici comunali ad esaminarlo ed informare le forze politiche. Dopodiché sarà illustrato alla cittadinanza attraverso la stampa e pannelli fuori dal Porta Elisa, dal momento che si tratta di un progetto per la città e non a favore dei proprietari della squadra. Sarebbe auspicabile concludere questo percorso entro una decina di giorni». Si era ipotizzato anche di una conferenza stampa da parte del presidente pro-tempore rossonero. «Confermo questa ipotesi, ma dipenderà da quanto accadrà nei prossimi giorni. Il nostro interlocutore principale è il sindaco Favilla». Insomma, senza stadio non sembra esserci futuro. I tempi. La Lucchese ha davanti una corsa a tappe. E senza una via d'uscita la prospettiva di trovarsi a giugno con una società senza proprietà e ripartire dai dilettanti si farebbe sempre più concreta. La società rossonera deve fare i conti con scadenze impellenti. Il 15 maggio è il termine ultimo, inderogabile, per saldare le pendenze arretrate relative a stipendi e contributi (Irpef ed Enpals) evitando penalizzazioni per la stagione successiva. Il 25 giugno è il termine per la firma delle liberatorie da parte di calciatori e tesserati della Lucchese che attestano l'avvenuto pagamento degli stipendi e relativi contributi previdenziali. Il 30 giugno infine è la scadenza perentoria per l'iscrizione al campionato. Per questa data dovrà essere presentata la documentazione con il versamento della fidejussione bancaria che nella stagione passata per la Prima Divisionera di 400 mila euro, oltre alla licenza sportiva sull'agibilità dello stadio. Anche se non è escluso che il patron Macalli possa rivedere l'entità delle garanzie bancarie. Entro aprile qualcosa dovrà muoversi. I tifosi che hanno a cuore i colori rossoneri preparano una riunione dopo il derby col Viareggio. Una gara che potrebbe regalare la certezza matematica della salvezza. Quella sul campo.

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