Sicurezza
Da un lato la salvezza in gioco domani a Napoli, dallaltro il sostegno economico della città al club
Ducato ha due sfide da vincere
Fabrizio Tonelli
◗
Willis lotta, Andrade firma autografi (foto Vasco Favilla) Non va disperso il patrimonio delle ragazzine che si sono avvicinate al basket
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un patrimonio da non disperdere. La serie A1 e il Basket femminile Ducato Le Mura. La categoria va difesa nei prossimi 40 minuti, a Napoli. Un'altra trasferta decisiva, quasi fosse nel dna di questa squadra il fatto di dover tagliare i traguardi lontano da casa. E' già avvenuto a Scandiano, a Civitavecchia e a Cagliari, sedi di tre promozioni. E ora tocca a Napoli, dove c'è in palio la salvezza. Che per Ducato ha lo stesso valore, se non di più, della vittoria del campionato. Uno spirito che Beba Bagnara aveva bene interpretato alla vigilia di garauno: «Questi playout saranno i nostri playoff». Non è paragonabile il fascino del massimo campionato, l'attrazione rappresentata dalle giocatrici straniere, il livello di formazioni che disputano l'Eurolega. Sono uno stimolo a fare sempre meglio, a dare il massimo in ogni circostanza, fanno diventare le giocatrici di casa nostra degli idoli per le giovanissime che riempiono il palasport. Avete visto con quanta gioia e con quanta emozione le ragazzine a fine partita si sono avvicinate alle atlete, da Andrade a Hampton, da Soli a Bagnara, per avere le loro firme sul poster della squadra? Una passione contagiosa per una realtà giovane come Ducato, matricola nella massima categoria, che va coltivata e sviluppata. Ecco perchè mettiamo insieme la difesa della serie A1 e del Basket Le Mura. La prima va conquistata sul campo, con un'altra prova di determinazione e intensità, di sacrificio e spirito di gruppo. A Napoli non sarà facile, ma le giocatrici sono tutte decise a chiudere i conti subito. E se malauguratamente dovesse andare male, ci sarà sempre la possibilità di rifarsi sabato, davanti al pubblico amico del Palatagliate. La seconda, la difesa e la crescita della società, devono invece essere ottenuti fuori dal parquet. Sembra retorico dire che deve essere la città, se davvero vuole questa squadra ai massimi livelli del basket femminile nazionale, a sostenere lo sforzo dei dirigenti. La campagna «Io ci sto» per sottoscrizioni di 100 e 200 euro (da parte di privati e imprese) è solo un primo passo, che non deve restare isolato. Ma può essere un segnale di stimolo e incoraggiamento. Poi la partita si sposterà su altri piani, quelli di sponsor in grado di sostenere in modo sostanzioso il club per poter reggere l'A1. Non grandi cifre in assoluto, ma comunque necessarie per programmare la prossima stagione e far crescere il settore giovanile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
