Il Tirreno

Lucca

Hampton guarda in alto

Fabrizio Tonelli
Shamela Hampton in azione (foto Claudio Calderoni)
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Shamela Hampton in azione (foto Claudio Calderoni)

«Salvezza? Ducato può lottare per il sesto posto»

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 LUCCA. Parma e Priolo ieri hanno vinto e dimezzato il distacco in classifica da Ducato (che non ha giocato)? Shamela Hampton, l'americana di colore di Ducato, sembra non preoccuparsi più di tanto: «Non guardo chi sta dietro, ma chi ci è davanti. Dobbiamo lottare per il 7º e perchè no, per il 6º posto».  Ottimista, allegra, con un sorriso contagioso la ragazza di Colorado Springs ha saputo far breccia nel cuore dei tifosi con una serie di prestazioni in crescendo. Tifosi che l'avevano conosciuta ancor prima che sbarcasse in Italia dai grandi manifesti affissi per la città che pubblicizzavano con la sua immagine il primo campionato di Ducato in A1.  Da incognita a punto fermo della squadra. A cui ha dato non soltanto forza fisica e centimetri, ma anche esplosività al rimbalzo, agonismo, attenzione in difesa, raccogliendo in pieno la dottrina del coach Mirco Diamanti.  «So che sono diventata una beniamina del pubblico - dice Shamela - e ringrazio tutti. Spero di ripagare della fiducia».  Hampton racconta di essersi trovata bene a Lucca, fin dal primo momento. «Proprio così - dice - e le compagne mi hanno aiutato tanto a inserirmi nella squadra e nella città. Difficoltà particolari? Non le ho avute o se ci sono state le ho superate lavorando».  Shamela divide l'appartamento con Licia Filippetti e Olga Dubrovina. «La mia giornata tipo? E' molto semplice - risponde ridendo Shamela - dormo, mangio e quando sono a casa guardo la televisione».  Due flash back sul campionato sono inevitabili. A Faenza, nell'ultima partita del girone di andata, rincorse per il campo un'avversaria dopo aver preso qualche colpo di troppo. «E' stato un momento - ricorda - che mi avevano fatto perdere la pazienza. Fortuna che non è successo niente».  Nella gara interna con Venezia, invece, il suo tiro a fil di sirena che poteva dare il successo a Ducato non entrò. «Me lo rammento bene - dice Shamela - l'ho sempre davanti agli occhi. Sono cose che nel basket succedono, certo il dispiacere è stato grande».  E allora quanti punti dovrà segnare la pivot per portare Ducato ai playoff?  «Non lo so - risponde con una battuta - 30 a partita possono bastare?».  E quando le si chiede quanti dovrà farne la squadra per centrare la salvezza conferma: «Lavoriamo per migliorare la nostra posizione in classifica, il sesto posto non è poi lontano».  Cosa farà Shamela a fine campionato?  «Tornerò a casa, negli Stati Uniti, per stare con la mia famiglia».  Quella famiglia che l'ha fatta appassionare alla pallacanestro: di fatto la pivot ha seguito l'esempio della madre e del fratello maggiore e ha cominciato a giocare a 11 anni.  Poi dopo l'estate potrebbe tornare a Lucca con la maglia Le Mura?  «Certo, tutto è possibile. Mi farebbe piacere, ma di queste cose si occupa il mio agente».

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