Il Tirreno

Lucca

Lucchese, spesi sei milioni in tre anni

Nicola Nucci
I terreni di S. Donato (Vip); a destra in basso Bigazzi
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I terreni di S. Donato (Vip); a destra in basso Bigazzi

L'ex ad Giurlani: «Nel patrimonio del sodalizio ci sono i terreni di San Donato»

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 LUCCA. In tre anni la Lucchese ha speso 6 milioni per la gestione sportiva a fronte a circa 3 milioni entrate. Oltre all'investimento per l'acquisto dei terreni di San Donato pagati oltre 2,5 milioni (2 milioni e 629 mila per esattezza) e che fanno parte dei patrimoni della Lucchese dopo la fusione con la Società Sviluppo Sportivo. Patrimoni che faranno parte di una valutazione del valore della società in sede di trattativa con i potenziali acquirenti. Cresciuti, anche se poco, i ricavi dagli sponsor e contributi federali.  Un impegno considerevole da parte dell'azionista di maggioranza Giovanni Valentini (gruppo Valore con l'80% delle quote) e dell'ex presidente rossonero Giuliano Giuliani (Cipriano Costruzioni con il 20%) che nell'estate 2008 hanno rilevato la gloriosa società rossonera dalle ceneri del fallimento. IL BUDGET.  A fornire le cifre ufficiali è l'ex amministratore delegato Ugo Giurlani. «Il fabbisogno della Lucchese è circa 1,6 milioni, ovvero la differenza tra costi e ricavi. Quest'anno abbiamo incrementato le sponsorizzazioni e sarà maggiore il bonus federale per l'utilizzo dei giovani. Ma è anche vero che spendiamo di più per gli stipendi dei giocatori e le trasferte, visto che andiamo in Sicilia, Puglia e Calabria». Nel primo anno della rinascita rossonera (stagione 2008-2009) sono stati spesi 1,5 milioni, mentre le entrate sono state 700 mila. Nella stagione successiva, quella della promozione in Prima Divisione, le uscite sono state circa 2,3 milioni un 1 milione e 100 mila euro di ricavi, così suddivisi: 700 mila sponsorizzazioni (main sponsor Gesam Gas), 280 mila biglietteria (abbonati e biglietti); 75 mila contributi Lega Pro per i giovani; 20 mila dai diritti televisivi e il resto voci varie. In questa stagione il budget è stato 2,2 milioni. I ricavi dagli sponsor sono stati 800 mila e 23 mila dai diritti televisivi. Due voci sono ovviamente parziali: il dato della biglietteria è sicuramente incrementato, con gli abbonati sraddoppiati (1308 in questa stagione) e la media-spettatori è 2733, anche se scesa dai 3500 paganti delle prime giornate ai 2300 attuali. Con un incasso medio a partita di 26.478 mila euro (188 mila circa il reteo degli abbonati). Infine la Lega Pro ha già versato nelle casse rossonere 37 mila euro per l'impiego di giovani nelle prime 14 giornate. Alla fine la "fetta" della torta dovrebbe essere intorno ai 150 mila, visto che gli under 21 Pennesi e Pezzi sono titolari ed è in arrivo anche un altro giovane. Un deficit di 3 milioni che l'assemblea dei soci ha ripianato con aumenti di capitale sociale. Ad oggi i bilanci sono in regola e certificati dalla Covisoc. Ed entro il 10 febbraio Valentini e soci assicurano che pagheranno gli stipendi di novembre per evitare penalizzazioni in classifica. Il problema è reperire denaro fresco (250-300 mila euro). Anche perché i soldi per la cessione a titolo definitivo del portiere Citti alla Juve (130 mila) non arriveranno prima della fine di febbraio.  Intanto il diesse Giovannini sta facendo un grande lavoro di "taglia e cuci" per alleggerire il monte-ingaggi (150 mila risparmiati con le cessioni di gennaio). Poi il futuro passerà dal nuovo stadio Porta Elisa e dal parco fotovoltaico sui terreni di San Donato (70 mila metri quadrati) che garantirebbe una "rendita" fissa di 400 mila euro all'anno dalla vendita dell'energia pulita all'Enel. Sul modello Spal e Palermo. Perché con le entrate tradizionali (biglietteria, sponsor, contributi federali) non si va lontano.  «Per navigare tra Lega Pro e serie B è necessario un modello nuovo di fare calcio e una compagine societaria più forte e allargata» ha ribadito l'azionista di maggioranza Giovanni Valentini. Che ribadisce come non vi sia affatto una base d'asta che parte da 7 milioni e che sottolinea l'importanza che a muoversi siano imprenditori locali come Alfredo Susanna e Camillo Auricchio.

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