Il dolore
La decisione del Gruppo Valore di vendere l80% delle quote sarà sancita venerdì nel corso dellassemblea dei soci
Valentini s'impegna sino a giugno
Nicola Nucci
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Il consiglio damministrazione attualmente in carica: a sinistra Giovannini, poi Giuliano Giuliani e larchitetto Giovanni Valentini azionista di maggioranza (vip) Ma l'azionista di maggioranza riduce i costi con la cessione dei pezzi pregiati
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LUCCA. Il Tirreno lo aveva lasciato ampiamente capire nell'edizione di domenica. Manca soltanto l'annuncio ufficiale, ma il Gruppo immobiliare Valore di Prato uscirà di scena entro la fine di giugno vendendo l'80% delle quote del club rossonero. La decisione verrà sancita al termine dell'assemblea dei soci e del Cda in programma venerdì pomeriggio nella sede della Lucchese in viale S. Concordio. L'architetto Giovanni Valentini invece potrebbe restare a titolo personale con una quota minima. Chi acquisterà l'80% delle quote azionarie potrà contare sulla futura concessione del Porta Elisa (99 anni come nel caso dell'Olimpico di Torino per la Juventus?), sui terreni per lo sviluppo dell'energia fotovoltaica a San Donato, sul parco giocatori e sul progetto per la ristrutturazione dello stadio. L'obiettivo è quello di finanziare la squadra di calcio con l'attività immobiliare (residenze speciali, multisala, albergo, attività commerciali, tutte interne al Porta Elisa) in modo che i costi per tenere in piedi la Lucchese (servono circa 150mila euro mensili) siano praticamente azzerati attraverso la gestione degli affitti e ci sia la possibilità di un guadagno stimato dal 5 al 7%. L'ADDIO DI VALORE. I soci di Valentini sono stanchi delle promesse disattese legate al Parco S. Anna e ai ritardi per lo stadio. In tre anni sono stati spesi circa 6 milioni di euro (1,4 e 2,5 per la doppia promozione dalla D alla C1, circa 2,3 in questa stagione). Le lungaggini burocratiche nell'approvazione della variante urbanistiche avrebbero convinto gli azionisti di maggioranza ad un disimpegno dalla Lucchese in considerazione degli alti costi e del difficile periodo congiunturale. Valentini però ha garantito a Giuliani e al sindaco Favilla la continuità della gestione sino a giugno. Pagando stipendi e contributi previdenziali per non rischiare penalizzazioni in classifica. Ma a quanto pare con un impegno economico inferiore alle azioni detenute nella Lucchese. Tanto che ha chiesto e ottenuto dal diesse Paolo Giovannini una relazione sul mercato di gennaio. Obiettivo: abbattere i costi senza indebolire l'organico. AZIONARIATO POPOLARE. Valentini non ha dubbi. Il futuro della Lucchese passa da un assetto societario più forte e da un'azionariato diffuso tra le categorie economiche della città. «Senza un immediato e forte sostegno economico della città finisce tutto. Al contrario la Lucchese avrebbe un grande futuro. Pur uscendo favoriremo un passaggio della società in mano a persone serie» sono le parole che Valentini ha affidato ad un suo emissario. Come dire che non arriverà un altro Fouzi Hadj. CERCASI NUOVI SOCI. Se non si faranno avanti nuovi soci il progetto è al capolinea. Secondo fonti vicine alla Lega Pro 20 società di Prima e Seconda Divisione sono in vendita e vicine a chiudere i battenti se non troveranno acquirenti. LE OPERAZIONI. Adesso la palla passa al consigliere e direttore sportivo Paolo Giovannini che deve rastrellare 600 mila euro attraverso operazioni di mercato per arrivare a giugno con i conti in regola. Dopo l'affare Citti con la Juve (130 mila euro) e le partenze di Mariotti, Chadi, Pera e Petri (110 mila euro in meno di stipendi) non saranno risparmiati i pezzi pregiati. Dalla cessione della metà di Baldanzeddu, Lollini e Pezzi potrebbero entrare nelle casse rossonere altri 350-400 mila euro.
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