Finanza
Bertoli, gol senza esultanza
◗
Biggi conclude alto sopra la traversa da buona posizione (gazzetta lucchese) Il difensore: «Terni è la mia città»
2 MINUTI DI LETTURA
TERNI. Dopo il gol segnato sotto la curva dei sostenitori rossoneri - il terzo stagionale - non ha esultato. Un gesto di rispetto verso i supporters della sua ex squadra, ma soprattutto della città di Terni che ha scelto per viverci alla fine della carriera di calciatore. Una rete pesantissima che consegna alla Lucchese i primi tre punti esterni della gestione Indiani. E dire che Matteo Bertoli era in dubbio sino all'ultimo istante. In ballottaggio con Lollini e Bova per uno dei due posti di centrale difensivo. Ci teneva in modo particolare a giocare contro la sua ex squadra dopo qualche settimana trascorsa in panchina. Era molto emozionato Bertoli. Il Liberati per tre anni è stato la sua seconda casa. A Terni ha conosciuto la donna che poi è diventata la sua compagna e gli ha regalato la gioia di un figlio. Non s'immaginava che sarebbe diventato il killer degli umbri e il suo gol - il terzo stagionale dopo quelli di Foggia e Taranto - fosse decisivo per le sorti del match. Capace di regalare tre punti e il sorpasso dei rossoneri sui rossoverdi. «È stata un'emozione forte. E mi sembrava giusto non esultare dopo il gol. - spiega Bertoli - Terni è la mia città, so bene quanto stiano soffrendo tifosi ed ex compagni di squadra. Ma oggi sono un giocatore della Lucchese e non posso fare sconti a nessuno. A noi la vittoria serviva come il pane per uscire dal tunnel e dare continuità al successo con il Foggia. Adesso è importante non abbassare la guardia». Il gol di testa lo deve anche a Biggi: «Conosco i suoi cross a scavalcare. I difensori sono andati sul primo palo e io ho potuto battere a rete indisturbato». L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
