Il Tirreno

Lucca

Domenica sfida la Ternana che lo aveva messo fuori e costretto all’inattività di un anno

Per Cardona una sfida particolare

Nicola Nucci
Per Cardona una sfida particolare

Cinque anni coi rossoverdi: «Ma ora penso solo alla Lucchese»

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 LUCCA. La classe operaia va in paradiso. Antonio Cardona, 30 anni, ternano doc, è uscito da un anno travagliato concluso a colpi di carte bollate e due cause (vinte) contro la sua ex società. Nella vittoriosa sfida contro il Foggia, giocata da titolare (buon debutto), ha rimesso piedi in campo dopo un anno esatto. Prigioniero della Ternana che lo aveva messo fuori rosa.  Per lui la gara domenica allo stadio "Liberati" sarà una sfida speciale, perché per cinque stagioni ha vestito la maglia rossoverde delle Fere, di cui è stato anche capitano. Una gara col dente avvelenato.  Come per gli altri due ex Bertoli e Marotta. Altri ex il centrocampista Costantini (14 presenze nella stagione passata) e il preparatore dei portieri Davide Quironi. Grande assente l'ex trainer rossonero Favarin. Novello sulla sponda rossoverde.  «Sarò sicuramente emozionato, ma queste sensazioni svaniranno al fischio d'inizio. Ho fatto due cause alla Ternana e le ho vinte - dice Cardone -. Ma non posso dimenticare i precedenti tre anni. Ora però c'è solo la Lucchese e una gara molto delicata e importante. Dobbiamo dare continuità alla bella vittoria col Foggia per risalire in fretta la classifica».  Un anno travagliato per neo-acquisto rossonero, centrocampista di "rottura", abile a tamponare e ripartire.  «Lo scorso anno - racconta - è arrivato a Terni un nuovo direttore sportivo, Poerio Mascella, che mi ha bollato per beghe personali. Mi disse che sarei potuto andare al Piacenza se avessi preso un altro procuratore di suo gradimento. Io invece non volevo cambiare e sono rimasto col mio agente, Luca Pensi, ternano e un amico. Arrivò a minacciarmi: se non cambi procuratore hai chiuso col calcio. Io sono una persona con certi valori, non potevo accettare questi squallidi ricatti. Alla fine sono finito fuori rosa dal gennaio al dicembre 2009, salvo tornare ad essere convocato per i tanti infortuni. Poi però il tecnico Baldassarri, esonerato con la Ternana seconda, mi disse che non poteva più farmi giocare. In estate avrei potuto andare alla Cisco Roma o Portogruaro. Ma non volevamo farmi andare via. Sono stato un anno senza giocare. Ora c'è in corso una causa per mobbing».  L'incubo è finito.  «Ho accettato subito la Lucchese, si respira una bella atmosfera e la società è seria. Mi ha convinto anche Bertoli».  Capello lungo raccolto in una coda, come un tanguero argentino, un accento che ricorda il mitico Pascucci, Cardona è molto attaccato alla famiglia.  «Mio padre è stato operaio e mi ha insegnato che bisogna lottare e sudare».  Nel centrocampo a tre ha preso il posto di Chadi e sarà titolare anche a Terni al fianco di Carloto e Piccinni (o Costantini). «La condizione fisica è buona, mi sono sempre allenato».  Cardona mette in guardia dalla Ternana. «Alla presidenza non c'è più Deodati, ma la squadra ha reagito bene col nuovo tecnico Orsi (ex portiere della Lazio negli anni Ottanta, ndr). Gli umbri sono in serie positiva e sono una squadra esperta: il portiere Visi, i difensori Borghetti, Imburgia e Quondamatteo, l'attaccante Tozzi Borsoi».  Ternana ad un passo dal difensore Stefano Fanucci, classe 1979, ex Livorno e Cosenza.

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