Il Tirreno

Lucca

Rush finale per lo stadio

Ilaria Bonuccelli
Marco Chiari
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Marco Chiari

Entro gennaio il voto sulla variante

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 LUCCA. A fine gennaio dovrebbe tornare in consiglio comunale la variante per lo stadio, per l'approvazione definitiva. E insieme, l'assessore ai grandi progetti, Marco Chiari, vorrebbe portare anche la convenzione che regolamenterà i rapporti fra Comune e concessionario del Porta Elisa. Con una precisazione: la durata sarà direttamente proporzionale al capitale investito nella riqualificazione dell'impianto che, comunque, resterà sempre di proprietà pubblica.  Chiari stringe i tempi su una delle operazioni qualificanti del programma dell'amministrazione comunale. E, come già il sindaco e l'assessore allo sport, ribadisce che il recupero del Porta Elisa e la variante annessa vanno avanti indipendentemente dalle vicessitudini societarie. Insomma, la ristrutturazione è legata allo stadio e a chi gestisce la squadra, non al singolo imprenditore. Che sia la cordata guidata da Giovanni Valentini (socio di maggioranza all'80% per conto del gruppo Valore) e da Giuliano Giuliani (ex presidente, ancora proprietario del 20% della squadra con la sua Cipriano costruzioni) o un'altra compagine che possa subentrare alla guida della Lucchese per il Comune non fa differenza: l'importante è recuperare l'impianto e renderlo "redditizio" per garantire una gestione senza scosse della Lucchese.  «Abbiamo la possibilità - esordisce Chiari - di arrivare in tempi rapidi all'approvazione definitiva della variante dello stadio. I tempi per la presentazione delle osservazioni sono scaduti (il 31 dicembre) e oggi il dirigente del settore urbanistica rientra dalle ferie, per cui può iniziare a istruirle. Considerato che non sono molte (21), i tecnici dovrebbero fare in fretta a valutarle e a proporre se bocciarle o recepirle, a seconda che siano in contrasto o meno con le normative vigenti. Ecco perché a mio avviso entro fine mese la variante potrebbe tornare in aula: se, poi, i consiglieri chiedono anche un passaggio in commissione urbanistica io non ho niente da obiettare».  Più che sugli aspetti urbanistici e le destinazioni d'uso ammesse nel nuovo stadio - definite in sede di adozione della variante - secondo Chiari oggi il consiglio comunale si dovrebbe concentrare sulla convenzione fra Comune e proprietari della Lucchese calcio. «La variante - ribadisce Chiari - esula dall'attuale società o dal presidente di turno. Il progetto resta valido indipendentemente dalle persone che gestiranno la Lucchese calcio. L'operazione è stata pensata per dare redditività all'impianto e indipendenza economica alla squadra e quindi prosegue il suo iter, in attesa, poi, che i privati presentino il progetto esecutivo, che verrà autorizzato con un semplice permesso a costruire».  La vera questione da dibattere, dunque - conferma Chiari - è la «convezione. Come già annunciato, specificherà che lo stadio sarà dato in gestione a chi avrà la proprietà della Lucchese. E conterrà garanzie per il Comune rispetto all'investimento: chiederemo una fidejussione, che sia bancaria o assicurative, per tutelare gli interessi dell'ente in caso di fallimento della società o di tentativi di dismissione». In parole povere - sottolinea Chiari - la convenzione «servirà a ribadire che lo stadio resta pubblico e che nessuno potrà metterci sopra le mani, anche se dovesse andare a rotoli la società della Lucchese. E questo atto dovrà essere strutturato in modo che noi non dovremo restituire neppure un centesimo per i lavori svolti, nel caso in cui la società della Lucchese avesse problemi a garantire la gestione dell'impianto o a ultimare gli interventi». Inoltre - prosegue Chiari - la convenzione «chiarirà anche la durata della concessione: in un primo momento abbiamo pensato a 99 anni, in virtù dell'investimento consistente annunciato per rilanciare lo stadio, ispirandoci a quella firmata a Torino dalla Juventus. Ma è più giusto dire che la convenzione avrà una durata proporzionale all'investimento effettivamente sostenuto dai proprietari della Lucchese. Per cui nulla vieta che possa essere di 40 o 50 anni».  Considerata l'importanza della convenzione - conclude Chiari - «è importante riuscire a portarla in consiglio comunale (che dovrà votarla) insieme alla variante urbanistica. Per esaminarla e concordarla, vorrei creare una commissione sul modello di quella già sperimentata, con successo, per il recupero del Carmine: dovrebbe essere un gruppo di lavoro del quale faranno parte membri di maggioranza e di opposizione, in rappresentanza delle commissioni chiamate a esprimere un parere sul progetto: lavori pubblici, partecipate, finanze, patrimonio e commercio. Sulla convenzione, infatti, da parte mia c'è la massima apertura perché vorrei anche la massima condivisione, visto che la riqualificazione dello stadio è interesse di tutta la città e non di una parte politica».

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