Sicurezza
Contro il Foggia di Zeman è indispensabile la vittoria per uscire dalla zona playout e allontanare lo spettro della crisi
La Lucchese è attesa alla partita del riscatto
Nicola Nucci
Ai ragazzi di mister Indiani a secco da quattro turni serve l'incitamento dei tifosi
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LUCCA. Dopo il terremoto societario con le dimissioni del presidente Giuliano Giuliani, i mancati pagamenti, il ventilato disimpegno della Valore dell'azionista di maggioranza, Giovanni Valentini, la parola torna al rettangolo verde. La Lucchese è a un bivio. Al Porta Elisa contro il calcio champagne del Foggia di Zeman servono i tre punti. Una vittoria che manca dal 21 novembre (3-0 al Foligno) e che risolleverebbe il morale di un ambiente depresso dalle ultime due sconfitte esterne e da una classifica preoccupante (zona playout con 18 punti in compagnia di Barletta e Pisa). Serve una prova di personalità e carattere con l'apporto del pubblico che - nonostante polemiche e incomprensioni causate anche da difetti di comunicazione della società - adesso più che mai deve stringersi attorno a una formazione che si appresta ad affrontare l'avversario peggiore del momento: il Foggia di Zeman e del bomber Sau (11 centri). Incitare la squadra dal primo all'ultimo minuto sarebbe un segnale di grande maturità. Soltanto a fine gara, se i rossoneri non avranno dato l'anima, la contestazione sarebbe giustificabile. Adesso tutte le componenti devono concentrarsi soltanto sul mantenimento della categoria: la retrocessione in Seconda Divisione sarebbe una iattura dalla quale impossibile risollevarsi in tempi rapidi. Non sarà facile per Carloto e compagni lasciare nello spogliatoio le travagliate vicende societarie, ma dovranno farlo se non vogliono andare incontro a una nuova Caporetto. IL MODULO Mister Indiani si affida al collaudato 4-3-1-2 e getta nella mischia il neo-acquisto Antonio Cardona, il mediano davanti alla difesa che rimpiazzerà Chadi ceduto alla Carrarese, con Piccinni a destra e Carloto a sinistra. Confermata la difesa che tra le mura di casa è inviolata: Pennesi tra i pali, Mariotti (destinato a far le valigie, destinazione Carrara), Baldanzeddu, Bova e Pezzi. Marotta al centro dell'attacco con Biggi accanto e Grassi trequartista dietro le punte. La sosta è servita ad Indiani per recuperare Lollini e Costantini che partiranno dalla panchina, mentre resta ai box l'infortunato Michelotti. Da verificare l'incognita Biggi. Se l'attaccante avrà smaltito definitivamente il malessere alla caviglia il potenziale offensivo dei rossoneri sarà più alto. Altrimenti spazio a Pera, anche lui vicino all'addio stagionale. TEMA TATTICO Indiani punterà sulla forza difensiva per domare gli indiavolati satanelli (migliore attacco e peggiore difesa del torneo). Da una parte la solidità della Lucchese (tra le migliori difese del campionato, nessun gol incassato al Porta Elisa sotto la gestione Indiani), dall'altra la macchina da gol del Foggia (37 reti). Una squadra vulnerabile se attaccata in velocità (33 gol al passivo), ma da prendere con le molle avendo davanti attaccanti formidabili come Sau, Insigne e Agodirin. GIULIANI IN TRIBUNA Il personaggio più atteso sarà l'ex presidente. A patto che decida di andare in tribuna assieme ai dirigenti Scaltritti e Viani e al fratello Gabriele Giuliani. Sarebbe una presenza importante. D'altronde lui non ha responsabilità sull'attuale situazione economica e il suo gesto ha contribuito a fare chiarezza. Nessuno dimentica le due magiche stagioni che hanno riportato i rossoneri nell'ex C1 e dagli spalti non possono che arrivare applausi d'incoraggiamento verso il settore riservato al patron.
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