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Lucchese, la società è sana e solida

Nicola Nucci
Lucchese, la società è sana e solida

Giuliani sui problemi di liquidità: «A gennaio paghiamo gli stipendi di novembre»

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 LUCCA. «I conti economici sono in regola e stiamo pagando gli stipendi. Il 9 gennaio pagheremo il mese di novembre. Anche i controlli di Covisoc e Deloitte hanno detto che la Lucchese è una società sana e solida».  Il presidente Giuliano Giuliani mette a tacere le voci e i mugugni su presunti problemi di liquidità e pagamenti in ritardo di due mensilità. Anche se il momento è difficile, con una crisi profonda del settore immobiliare, e l'appello alla città e alle forze imprenditoriali per trovare nuovi soci finora è caduto nel vuoto. A parte il discreto risultato delle tessere vip (una ottantina per circa 120 mila euro). In questo quadro a tinte fosche c'è stato il tracollo della Lucchese. Un campionato decisamente al di sotto delle attese. Tra Siracusa e Barletta, le ultime due trasferte del 2010, l'obiettivo minimo erano due punti. Invece i rossoneri sono rimasti a mani vuote, nessun gol nelle ultime quattro gare e una classifica da paura. Il presidente rossonero adesso esce alla scoperto. Rinnova la fiducia al direttore sportivo Paolo Giovannini ed annuncia interventi pesanti sul mercato per rinforzare una squadra che si è rivelata inadeguata e inesperta per la categoria. «Giovannini resta al suo posto, questo deve essere chiaro. E anche mister Indiani».  Si parla di un vertice sotto Natale tra la proprietà e il diesse Giovannini. Argomento: il mercato.  «Ci sarà una riunione, anche se con Giovannini abbiamo già definito le strategie. Entro Natale poi pensiamo di fare una conferenza stampa per esprimere il nostro pensiero sul momento generale».  I tifosi invocano acquisti importanti per fare un salto di qualità. Almeno tre rinforzi per restare in C1.  «A Barletta mi aspettavo un colpo di coda che non c'è stato. Ora la classifica piange, non siamo ciechi. Siamo ancora convinti di centrare il traguardo delle salvezza con i ritocchi giusti. Quanti? Due-tre elementi. Di sicuro non prenderemo i grandi nomi, vogliamo rispettare il budget. Fanucchi? Se è vero che al Pisa ha chiesto 120 mila euro allora non fa per noi. E poi non è detto che i nomi siano adatti alla lotta-salvezza».  Il campo però ha evidenziato limiti strutturali, al di là dei tanti infortuni e partite storte che avrebbe consentito di avere una classifica più tranquilla.  «E' vero, abbiamo sbagliato, forse è stato fatto un errore di valutazione. I numeri dicono questo. Ma se la squadra è precipitata in fondo ci sono altri motivi, non solo tecnici e caratteriali».  Quali?  «Favarin con le sue dichiarazioni dopo l'esonero ha spaccato la squadra, parlando di "traditori" e di una squadra non all'altezza degli obiettivi prefissati. Così ha turbato il clima intorno alla Lucchese. Il suo esonero era inevitabile, ormai aveva perso il controllo. Anche il pubblico è stato al suo gioco ed ha contribuito a sgretolare un ambiente bello e sano costruito in questi due anni straordinari. Ce lo siamo già dimenticato? Altrimenti farò come Egiziano Maestrelli».  In che senso?  «Se non andiamo più bene siamo pronti a farci da parte. Vorrei ricordare che in quasi tre anni abbiamo tirato fuori oltre 5 milioni. Siamo stufi di queste critiche gratuite, di sentirci dare addosso e dire cosa dobbiamo fare. Saremo anche neofiti della C1, ma da quando abbiamo preso la Lucchese abbiamo ottenuto solo promozioni. E facendo tutto da soli».  Un chiaro riferimento alla risposta della città?  «Abbiamo lanciato un appello agli imprenditori lucchesi per trovare delle risorse, ma fino ad oggi nessun passo concreto».  E il club svizzero interessato al nuovo Porta Elisa? Va da sé che il "prodotto" Lucchese attira meno investitori se la squadra è impelagata in zona retrocessione.  «L'idea non cambia, vogliamo allargare e rinforzare l'assetto societario in vista di un grande progetto per la squadra e la città. Ma Lucca che cosa ha fatto finora? Chi vuole bene alla Lucchese si faccia avanti».

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