Il Tirreno

Lucca

La Lucchese non può più sbagliare

Luca Tronchetti

La società è chiamata a prendere decisioni per dare la svolta alla stagione

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Due punti nelle ultime quattro partite con due reti subite e un'allergia al gol che dura da 360 minuti. Il peggior Natale dell'era Giuliani-Valentini che dopo due anni di trionfi - conditi da due promozioni e una Supercoppa di Lega Pro Due - si trovano a fare i conti con una classifica anemica e una tifoseria in rivolta per i tanti errori commessi che rischiano di provocare una frattura insanabile tra società e sostenitori. Urgono chiarimenti in tempi rapidi e a cavallo delle festività (prima del 25 o subito dopo Santo Stefano) si terrà un summit decisivo.  A quel punto verrà indetta una conferenza stampa in cui si tireranno le somme e verranno sviscerati tutti i problemi - che non sono soltanto di ordine tecnico - che attanagliano la Lucchese Calcio. Una cosa è certa: l'azionista di maggioranza, Giovanni Valentini, è deluso dal comportamento degli imprenditoria lucchese.  Lo spettacolo deprimente offerto a Barletta contro una formazione inferiore, ma che almeno ci ha messo cuore e determinazione, non può passare sotto silenzio. E dopo 18 partite la sfida perduta con una pericolante sancisce un verdetto ormai noto ai più: questa squadra è inadatta a un campionato difficile come la Prima Divisione. L'organico è stato sopravvalutato e le prime tre vittorie contro formazioni in fase di rodaggio hanno illuso proprietà e piazza. La realtà è sotto gli occhi di chi vuol vedere: sino ad oggi la Lucchese non ha mai rimontato un gol e una volta andata in svantaggio ha perduto la partita mentre spesso si è fatta rimontare o addirittura superare (leggasi Taranto). Mancano giocatori con personalità, leader in campo e nello spogliatoio che si assumano la responsabilità e si carichino la squadra sulle spalle nei momenti difficili. Hanno fallito anziani e giovani e a parte 4-5 elementi tutti gli altri dovrebbero essere messi sul mercato. Favarin ha pagato dopo 10 partite (3 vittorie, 2 pari, 5 sconfitte) essenzialmente per due motivi: non ha alzato la voce con la società alla fine del calciomercato chiedendo giocatori di categoria o parlando apertamente di salvezza come unico obiettivo e un cattivo rapporto con parte della squadra che gli imputava modi spicci e carichi di lavoro insopportabili. I calciatori hanno ottenuto il suo esonero, ma con l'arrivo di Paolo Indiani la situazione sostanzialmente non è cambiata e le vittorie e i punti non sono arrivati nonostante la messa in atto della tanto agognata difesa a quattro che poi non si è rivelata la panacea di tutti i mali come si voleva far credere.  Questo enorme potere nelle mani dei calciatori è sintomo di debolezza societaria e nel mirino della critica è finito Paolo Giovannini. Il diesse - che per due anni non ha sbagliato un colpo - stavolta ha fallito la campagna acquisti. Capita anche ai migliori. L'importante è ammetterlo e ripartire sperando di correggere in corsa gli errori fatti al mercato di riparazione in modo da evitare la lotteria dei playout come accadde invece a Massa. Fare un passo indietro, assumersi la responsabilità, fare un bagno d'umiltà sarebbe salutare e servirebbe a ricompattare un ambiente lacerato.  A prescindere dal rinnovo della fiducia a Paolo Indiani, dalla riappacificazione con tanto di rientro in panchina di Giancarlo Favarin (invocato dalla piazza) o dalla scelta di un nuovo tecnico fatto in casa e benvoluto nell'ambiente come Bruno Russo che servirebbe - anche in chiave di calciomercato - a riallacciare i rapporti non più così idilliaci di un vecchio amico della Lucchese come Pino Vitale. Sbagliare adesso vanificherebbe gli sforzi fatti in questi due anni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa