Il Tirreno

Lucca

Il mercato è l'unica salvezza

dall'inviato Luca Tronchetti
Sopra due immagini della partita perduta dai rossoneri a Barletta (foto Gazzetta Lucchese)
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Sopra due immagini della partita perduta dai rossoneri a Barletta (foto Gazzetta Lucchese)

Sconforto nella società, da non escludere altre scelte tecniche

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 BARLETTA. Un senso d'impotenza pervade l'intero staff rossonero. La seconda sconfitta esterna consecutiva condanna la Lucchese a un campionato di sofferenza. Carloto e soci hanno toccato il fondo e dopo Natale sarà necessario un chiarimento a tutti livelli: societario e tecnico. Perchè la tifoseria è in subbuglio e pretende di conoscere la verità sul futuro della squadra che nelle ultime 8 partite ha conquistato 7 punti palesando limiti e carenze strutturali davanti e in mezzo al campo.  Patron Giuliano Giuliani non era a Barletta e preferisce evitare dichiarazioni. È amareggiato, con il morale sotto i tacchi. Il socio di maggioranza Giovanni Valentini - contattato al telefono - parlerà soltanto dopo aver visto il filmato della partita e sentito i suoi più stretti collaboratori. La sensazione è che entro fine anno qualcosa possa accadere, perché nessuno pretendeva che questa squadra fosse in zona playoff, ma i dirigenti non pensavano certo di trovarsi al giro di boa in una situazione così drammatica a due punti dall'ultima della classe (il Foligno degli under 21). Soprattutto dopo il cambio del tecnico - da Favarin a Indiani - voluto dal direttore sportivo Paolo Giovannini, convinto della sostanziale adeguatezza dell'organico. Ma il cambio non ha al momento sortito gli effetti sperati né sul piano del gioco, nè su quello dei risultati (7 punti in 8 partite con una vittoria, 4 pari e 3 sconfitte).  Il momento è delicato e sbagliare mosse adesso vanificherebbe due anni di lavoro e di vittorie. L'impressione è che i problemi siano di due tipi. Da una parte la situazione legata alla società con i ritardi sul progetto del nuovo Porta Elisa, la crisi che attanaglia il mercato immobiliare e quello edilizio e la mancanza di soci lucchesi interessati a rilevare quote della società di calcio; dall'altra la crisi di gioco e risultati che necessita entro il 9 gennaio (alla ripresa del campionato i rossoneri affronteranno il Foggia di Zeman in corsa per i playoff) di almeno tre innesti di qualità in grado di prendere per mano una squadra che in 18 partite ha dimostrato di non avere personalità nè doti tecnico-atletiche per disputare un campionato di Prima Divisione senza correre il rischio di giocarsi la salvezza nella lotteria dei playout. E meno male che il doping amministrativo - con le penalizzazioni inflitte ad almeno un paio di squadre (Cavese su tutti) - dovrebbe consentire comunque di evitare l'ultimo posto e la retrocessione diretta.  A Barletta a rappresentare la società c'era Gabriele Giuliani, il quale non senza imbarazzo cerca di appigliarsi a quel poco di positivo che la partita ha offerto: «Abbiamo regalato il primo tempo agli avversari che potevano anche raddoppiare. Ma nella ripresa li abbiamo aggrediti costringendoli a difendersi sino al termine. Come al solito ci è mancato il gol. Al mercato di riparazione faremo qualche innesto, nella speranza di non sbagliare sui nomi e sui ruoli».

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