Il Tirreno

Lucca

Lucchese all'ultima spiaggia

Nicola Nucci

A Barletta tecnico e calciatori si giocano il futuro, Piccinni in campo dall'inizio

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 LUCCA. La partita della svolta. In un senso o nell'altro. Perchè dopo una vittoria in sette gare e una classifica deficitaria con la squadra in zona playout, un nuovo passo falso suonerebbe come una condanna senza appello per i calciatori e per il tecnico. Dopo 17 partite è inutile nascondersi dietro a un dito. La Lucchese con un paio d'innesti di qualità - un centrocampista di peso e una punta in grado di supportare dall'esterno Marotta (ammesso che rimanga viste le sirene ammaliatrici di Gubbio) - può evitare la lotteria degli spareggi salvezza. Altrimenti neanche il doping amministrativo che condannerà la Cavese e che penalizzerà altri club (ma non tantissimi come qualcuno si auspicava) potrà frenare la discesa agli inferi. Con Paolo Indiani in panchina è vero che la squadra ha subito meno gol (4 in 7 incontri), ma non segna più (5 reti in 7 partite, 3 nell'unico successo ottenuto con il derelitto Foligno) e se s'inceppa Marotta è notte fonda. La Lucchese è partita ieri nella tormenta e deve tornare stasera dalla Puglia con un raggio di sole. Se non con il gioco, almeno con i punti. Dopo il ko di Siracusa nell'ultimo appuntamento dell'anno è vietato perdere per concludere il 2010 con un risultato positivo, possibilmente una vittoria che lontano dal Porta Elisa manca da quasi quattro mesi (29 agosto, 3-2 a Vasto contro il Foggia). Servono tre punti contro una diretta avversaria nella lotta per la salvezza che consentirebbero ai rossoneri di acciuffare quota 21 in attesa dei rinforzi dal mercato invernale che aprirà a gennaio. Se ciò non avvenisse si aprirebbe una crisi drammatica che potrebbe avere ripercussioni sia sull'assetto societario che sulla conduzione tecnica. Il popolo rossonero è in subbuglio e adesso non vuol sentire più scuse o concedere alibi.  Stamani la comitiva rossonera, con un giorno di ritardo sulla tabella di marcia, si è messa in viaggio per la Puglia.  Ancora una Lucchese "incerottata" quella che dovrà superare indenne l'ostacolo del "Cosimo Putilli" nella prima giornata del girone di ritorno. Senza Bova (squalificato), Lollini, Costantini, Michelotti, Galli e Schenetti, mister Indiani rilancia Bertoli al centro della difesa in coppia con Baldanzeddu, con Mariotti e Pezzi sulle fasce, e ritrova il mediano Piccinni (in gol nel match d'andata) che partirà titolare a metà campo (con Chadi e Carloto) nel possibile 4-3-3 alle Pera e Biggi alle spalle di Marotta. Alternativa il 4-3-1-2 con Grassi tra le linee e Biggi (se non dovesse farcela è pronto Marasco) accanto a Marotta.  Il tecnico rossonero ha messo in guardia Carloto e compagni sulle insidie di una gara che sarà diametralmente diversa dall'andata. Allora i rossoneri si sbarazzarono agevolmente di un Barletta che era un cantiere aperto. Oggi sarà un'altra musica, perché i biancorossi si sono rinforzati e scenderanno in campo con la bava alla bocca a caccia di punti per risollevarsi dal fondo della classifica. I rossoneri hanno girato la boa a 18 punti (terzo peggior risultato negli ultimi dieci anni di C1), ma le statistiche dicono che tutto è possibile. A patto di iniziare a vincere.  A Barletta inizia un girone di ritorno che dovrà essere migliore dell'andata, ma soprattutto cala il sipario su un anno comunque indimenticabile per la Lucchese che ha riconquistato di gran carriera la Prima Divisione, due anni dopo essere stata cancellata dalla geografia del calcio che conta. Un traguardo, merito del tandem Giuliani-Valentini, che non deve essere mai dimenticato, ma che sarebbe folle gettare al vento senza porre rimedio a una situazione che rischia di degenerare.

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