Sicurezza
Difesa okay, attacco da playout
Nicola Nucci
Carloto e compagni nelle ultime 12 partite hanno una media retrocessione
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LUCCA. Difesa da playoff, attacco da playout. Sono le due facce della Lucchese gestione Indiani. Con una particolarità da tenere a mente: dei 18 punti attuali, 10 sono stati conquistati nelle prime 4 gare. Segno che nelle altre 12 i rossoneri ne hanno racimolati soltanto 8. Una media da retrocessione secca o al massimo da playout senza vantaggio campo. Difesa okay Nelle ultime sei giornate, con il passaggio della guida tecnica da Giancarlo Favarin al traine di Certaldo, solo tre reti al passivo. Come la Nocerina, capolista del girone B. A seguire Lanciano e Atletico Roma con quattro. Nella classifica assoluta delle difese quella rossonera, governata da un Baldanzeddu insuperabile, è settima con 16 gol. Dopo Lanciano (11), Nocerina (12), Atletico Roma (13), Taranto, Benevento (14) e Cosenza (15), tutte squadre di alta quota. Attacco abulico. Il rovescio delle medaglia è un attacco che segna col bilancino del farmacista: due reti in 450 minuti, una a Viareggio e l'altra nel passo falso di Benevento, e tre nella sfida interna con il Foligno, al momento l'unico successo in campionato della gestione Indiani. Come dire che la Lucchese per risalire la china deve ritrovare la via del gol. Perché se pareggiare consente di muovere la classifica, per vincere le partite serve buttarla dentro. E la squadra di Indiani in questo momento ha confermato la sua sterilità offensiva. Se gira il bomber Marotta la squadra è incisiva ed efficace, altrimenti l'attacco si spegne, con Biggi che è l'ombra della punta di inizio stagione (3 reti, l'ultima il 12 settembre nell'1-1 ad Andria) e Pera sottotono nelle ultime due gare e ancora a secco in Prima Divisione. Dov'è il gioco. Una Lucchese scarica, troppo lenta, macchinosa, prevedibile, incapace di verticalizzare, attaccare la profondità, arrivare almeno una volta al tiro in modo pericolosa. Se con l'avvento di Indiani i rossoneri subiscono di meno (Pennesi imbattuto da quasi 300 minuti) ad eccezione del 3-0 col Foligno è dura "bucare" la rete avversaria. Una squadra che vive sulle intuizioni e il fiuto di Marotta (6 gol su 17). Per vincere, specie quando la manovra non decolla, servono anche i gol dei centrocampisti: Carloto e Chadi (due titolari) ancora a secco, tre acuti per Grassi, un gol a testa Costantini e Piccinni. Ma per uscire dal tunnel ci sarebbe voluta un'altra vittoria contro le vespe dell'ex Braglia. Indiani si è sforzato di vedere spunti positivi anche dopo lo scialbo 0-0 con una Juve Stabia arroccata che è venuta al Porta Elisa per portare via un pari. Zero gol subiti, zero espulsioni e zero infortuni ha detto il tecnico di Certaldo parafrasando Mourinho, uno che di titoli se ne intende. Trasferte decisive Per la Lucchese quindi di buono c'è il quinto risultato utile consecutivo, di cattivo la prestazione opaca. Di contro la Lucchese "incerottata" (Costantini, Piccinni, Lollini, Michelotti, Grassi, Petri out e Bertoli appena rientrato da uno stop di venti giorni) ha messo un altro "mattoncino", ma per superare la fatidica quota 20 alla fine del girone d'andata deve vincere al Nicola De Simone di Siracusa. Adesso all'orizzonte ci sono due trasferte insidiose prima della fine del 2010: domenica contro gli aretusei di Ugolotti sconfitti a Terni dopo otto risultati utili consecutivi (18 punti) e poi a Barletta per la prima giornata del ritorno con la squadra dell'ex Bellomo diversa da quella battuta dai rossoneri al debutto nonostante sia ancora nei bassifondi (15 punti). Lollini, Costantini e Piccinni rientreranno dopo la sosta del 19 dicembre, Biggi stringerà i denti in attesa della pausa per rimettere in sesto la caviglia. Da valutare le condizioni di Michelotti mentre dalla squalifica rientrerà Grassi.
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