Giovannini: «La squadra non poteva reggere il modulo spregiudicato»
Nicola Nucci
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Il ds Paolo Giovannini presenta il nuovo allenatore Paolo Indiani (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Sul volto di Paolo Giovannini si legge l'amarezza per l'esonero di Giancarlo Favarin, il tecnico-amico con il quale ha condiviso l'esperienza al Castelnuovo e l'esaltante cavalcata dalla D alla Prima divisione. Il diesse rossonero spiega i motivi che hanno portato a dare il benservito al trainer della rinascita rossonera. «Una decisione sofferta maturata domenica sera all'indomani dell'opaca prestazione di Cava e di una sconfitta figlia di un atteggiamento sconsiderato vista la situazione di classifica e l'esigenza di dare una sterzata dopo una serie di ko. Una decisione presa dal sottoscritto e avallata dalla proprietà, Giuliani e Valentini. Due punti in sette giornate sono il segnale di una crisi profonda. Bisognava cambiare». Una scelta delicata e combattuta visto il rapporto di lunga data tra lei e Favarin. Lucca ha segnato il riscatto per entrambi dopo le delusioni precedenti. «Non mi va di essere dipinto come l'uomo nero. Con Giancarlo resterà sempre l'amicizia. Gli ho anche riconosciuto di essere migliorato a Lucca. Sono scelte dolorose, ma ormai eravamo su posizioni diverse. Con lui non avremmo invertito la rotta. La squadra è in caduta libera e ci voleva uno scossone. Abbiamo lasciato il mister libero di insistere sul suo modulo, sostenendo che avrebbe dato sicurezza alla squadra. Invece, come pensavo, si è rivelato controproducente. Adesso la classifica comincia a preoccuparmi». Quando ha deciso l'esonero? «La squadra ha giocato bene col Cosenza, a Taranto e nel secondo tempo col Pisa. Poi troppi passi falsi ed errori. Dopo il tonfo con la Cavese ho capito che la situazione stava precipitando. Abbiamo analizzato ogni singola gara e siamo arrivati alla constatazione che avevamo idee diverse per uscire dalla crisi. Il modulo? Nelle ultime gare la squadra era in confusione. L'organizzazione tattica era sbagliata. Con Favarin avevamo avuto un confronto qualche settimana prima nel ritiro al Ciocco. Abbiamo parlato del momento no e gli ho detto che questa squadra non poteva reggere un sistema di gioco così spregiudicato in C1». Favarin, in tempi non sospetti, aveva chiesto giocatori di esperienza dei calibro di Drascek (Novara) e Di Deo (Taranto). Trattative sfumate per rispettare il budget. «Con noi Favarin non si è mai lamentato. Forse c'era poca fiducia nel gruppo. E non è vero che qualche "senatore" ha remato contro. È chiaro che ora la squadra non ha più alibi. Dovrà dimostrare che non merita questa classifica e che non mi sono sbagliato sul loro valore». Lei dunque difende le scelte di mercato. «Questa squadra non ha espresso le sue potenzialità. Ci sono giocatori come Baldanzeddu e Lollini richiesti dal Parma, Carloto in B, Marotta è un goleador. E poi ci è mancato Bova. Ed abbiamo giovani che faranno bene. Pondaco, Schenetti e Costantini si sono visti poco, Pennesi è bravo». Ecco Indiani, un suo fedelissimo. «È un tecnico preparato, sul campo è eccezionale. Dal punto di vista tattico uno dei migliori allenatori che potevamo prendere e riuscirà a dare sicurezza alla squadra». Mercato: arriveranno rinforzi? «Non escludiamo di rinforzare la rosa. Ma per ora non pensiamo ai giocatori svincolati. Se i risultati non dovessero arrivare vedremo se correre ai ripari».
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