La manifestazione
«Deluso e tradito da sei senatori»
Luca Tronchetti
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Giancarlo Favarin esonerato dopo due promozioni (Vip) Il giorno dopo l'esonero Favarin accusa la vecchia guardia
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LUCCA. Il giorno dopo l'esonero resta la grande amarezza. Giancarlo Favarin si sente tradito da dirigenti che credeva amici e che invece l'avrebbero pugnalato alle spalle. Punta l'indice soprattutto contro i giocatori. Sei i «congiurati», quelli che l'avrebbero tradito spingendolo verso l'esonero. «Sono profondamente deluso da Baldanzeddu, Chadi, Mariotti, Carloto, Galli e Biggi. Adesso con il nuovo tecnico potranno essere utilizzati maggiormente e giocare nel modulo che più gradiscono: il 4-4-2 oppure il 4-2-3-1». Ha dormito poco lunedì notte. Stentava a credere che il giorno dopo non avrebbe preso la sua macchina e si sarebbe diretto verso il Porta Elisa per gli allenamenti. Aveva già predisposto la settimana in vista della sfida di Coppa Italia con il Savona. «Stavo tornando a casa dalla prima giornata trascorsa al Master per allenatori di Prima Categoria a Coverciano - dice al telefono l'ormai ex trainer rossonero - quando al cellulare ho ricevuto una telefonata. Dall'altro capo c'era il presidente Giuliani. L'ho salutato come al solito, ma lui non mi ha fatto nemmeno finire di parlare e tutto d'un fiato mi ha detto: "Quest'incombenza non me la sarei voluta prendere, ma è toccata a me. Abbiamo deciso per il bene di tutti, vista la divergenza di vedute con il direttore sportivo e con la squadra, di sollevarti dall'incarico. Mi dispiace davvero dirti queste cose". Sono rimasto di sale e istintivamente gli ho risposto "grazie" riabbassando il ricevitore. Sono tornato a casa e per mezz'ora sono rimasto seduto con lo sguardo perso. Pensavo di essere piombato in un incubo, purtroppo era tutto vero». Un esonero via telefono dopo due anni di vittorie non se lo sarebbe mai aspettato: «Ma non ne faccio una colpa al presidente. Certo, mi sarebbe piaciuto discutere attorno a un tavolo, avere un faccia a faccia costruttivo, capire dove e come potevamo intervenire tutti assieme per migliorare la situazione. Credevo, e credo, di meritarmelo per quanto di buono è stato fatto in queste due stagioni. Ma qualcuno l'ha impedito: evidentemente aveva già deciso da tempo». Ma il tempo è galantuomo e restituirà presto il sorriso a un allenatore onesto e genuino. Ieri il suo cellulare è stato tempestato di telefonate: tanti tifosi (da Giambattista Martini al Club Camigliano) e tanti addetti ai lavori (in primis Massimo Morgia, vecchio cuore rossonero, bandiera di lealtà in un mondo di maneggioni) gli hanno espresso solidarietà e grande vicinanza. Poi a Coverciano è accaduta una cosa che non si sarebbe mai aspettato. Quando è entrato nell'aula magna per prendere parte alla seconda lezione del corso per allenatori di Prima Categoria (per guidare squadre di A e B) si è levato un grande applauso da parte di tutti i colleghi e gli insegnanti: «Lì per lì mi sono voltato dietro pensando che fosse rivolto a un nuovo partecipante, magari un ex calciatore della Nazionale. - conclude Favarin - Invece ho scoperto che quell'iniziativa spontanea era rivolta verso di me. Avevano letto del modo in cui ero stato esonerato e volevano incoraggiarmi. Segno che la Lucchese è seguita da tanti addetti ai lavori. Stroppa (Primavera Milan) mi ha fatto un sacco di complimenti per come giocava la squadra che aveva visto l'anno passato in trasferta e Ulivieri mi ha espresso tutta la sua stima».
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