Finanza
La rosa è stata sopravvalutata
Nicola Nucci
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Gianbattista Martini supertifoso della Lucchese (Vip) I tifosi premono: «Adesso occorrono rinforzi»
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LUCCA. Lucchese sul banco degli imputati. Due punti nelle ultime sette giornate (su 21 a disposizione) e una classifica preoccupante (i playout sono dietro l'angolo) dopo la (quinta) sconfitta. Stavolta nello scontro diretto con la Cavese che doveva segnare un'inversione di rotta. Adesso è crisi profonda. Una crisi dai risvolti psicologici e caratteriali oltre che tecnici. Alcuni numeri sono sintomatici. Nelle ultime sei gare la Lucchese non ha realizzato un gol nel primo tempo. Segno di una squadra che sbaglia approccio mentale e tattico. Che parte col freno a mano. Incapace di recuperare quando va sotto (Gela, Atletico Roma, Cosenza e Cavese). Una squadra involuta, senza quel temperamento indispensabile per affrontare un girone come quello del sud dove bisogna giocare di spada e non solo di fioretto. Le responsabilità della crisi rossonera sono di tutti. Il supertifoso Gianbattista Martini: «Da tempo sostengo che il giocattolo si è rotto. Negli ultimi due anni Lucca sportiva è risorta grazie a questa società e non vogliamo tornare indietro. Ma non si può negare la realtà: la quinta sconfitta ha evidenziato che la rosa è inadeguata per la categoria. Non si può sempre sparare a zero sul "timoniere" Favarin che ha le sue colpe: si è fossilizzato sul 3-4-3 che è troppo offensivo. Tirata d'orecchie anche alla società, che ha sopravalutato la squadra. Giustifico Giuliani e Valentini perché non sono uomini di calcio, ma il diesse Giovannini, che in due anni non ha sbagliato una mossa, ha fatto molti errori nella campagna acquisti, sia sui giovani sia su alcuni anziani che hanno deluso sotto l'aspetto del carattere e del temperamento». Giulio Castagnoli su Forzalucchese.net scrive: «Questa volta non c'entrano gli episodi, gli arbitraggi, la sfortuna. Si sperava nell'inversione di tendenza, poiché la Cavese era considerata una delle squadre da mettere alle spalle a maggio. Nelle parole di Paolo Giovannini si legge una sorta di "rottura" con Favarin. Ma le responsabilità vanno equamente divise tra tutti. La società deve dare un segnale forte. Certe caratteristiche, tecniche e agonistiche, se non ci sono si comprano... a gennaio al mercato».
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