Finanza
«Voglio capire qual è il tarlo che frena la squadra, per me lorganico non è da cenerentola»
Il presidente convoca un summit
dal nostro inviato Luca Tronchetti
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Il presidente Giuliano Giuliani: ha convocato un summit martedì A destra la formazione della Lucchese a Cava dei Tirreni A rischio Favarin, ma Giuliani vuol valutare il quadro complessivo
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CAVA DEI TIRRENI. Martedì un summit tra presidente, direttore sportivo e dirigenti per decidere il futuro della Lucchese. Proseguire con Favarin, con questo staff tecnico, con questo organico o stravolgere tutto cambiando allenatore e collaboratori e ricorrendo ai tanti svincolati sul mercato? Di certo c'è che patron Giuliano Giuliani è stanco di una squadra che ha conquistato due punti in sette partite. Il presidente non era allo stadio, ma si è subito informato. «Lo dico da tempo e i fatti mi stanno dando ragione - dice al telefono il numero uno di viale San Concordio -. C'è qualche tarlo all'interno della squadra. Qualche ingranaggio del meccanismo che non funziona. Entro 48 ore prenderò una decisione importante, perchè stiamo scivolando sempre più in basso. Facciamo sempre qualcosa in meno dei nostri avversari, che si chiamino Atletico Roma, Pisa o Cavese. Ripeto: martedì al mio ritorno in sede riunirò tutti i collaboratori. Mi devono spiegare cosa non funziona e perchè siamo arrivati a questa situazione, non preventivabile. So che qualcuno tra gli addetti ai lavori non è d'accordo con me, ma io credo di aver costruito una squadra competitiva migliorando l'organico della passata stagione, con innesti di qualità adatti alla categoria. Invece stiamo facendo peggio di formazioni come la Cavese che a mala pena erano riuscite ad iscriversi e che puntano soltanto alla salvezza. Se continua così rischiamo di passare dai record positivi della scorsa stagione ai record negativi di quest'anno. Credo che due punti in sette gare non li abbia fatti nessuno in Prima Divisione». A questo punto i due campionati vinti potrebbero non bastare a Giancarlo Favarin per salvare la panchina. «Siamo tutti in discussione e logicamente c'è anche il mister. Ma prima di fare qualsiasi mossa, che potrebbe rivelarsi avventata, voglio fare una riunione per chiarire tutti gli aspetti della situazione che adesso è diventata delicata. Non saremo una squadra di fenomeni, ma non possiamo essere nemmeno una formazione che rischia la goleada contro la Cavese. Il ricorso al mercato degli svincolati? Può essere un'altra soluzione da valutare. A bocce ferme si ragiona meglio e si commettono meno errori». Cosa accadrà adesso? Le ipotesi sono tre: fiducia a tempo a Favarin (non sono piaciute alcune sue scelte tattiche come la riproposizione del 3-3-1-3 e il mancato utilizzo della difesa a quattro annunciata alla vigilia), ritorno sul mercato alla ricerca di uno-due svincolati d'esperienza, o esonero del tecnico e ingaggio di un nuovo allenatore (in pole position c'è Paolo Indiani). Laconico il commento del dirigente accompagnatore Gabriele Giuliani: «Se a Cava dei Tirreni contro una squadra alla nostra portata il migliore in campo è stato Pennesi è segno che c'è qualcosa che non va».
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