Sicurezza
CRAC VECCHIA LUCCHESE
Giusti potrebbe chiedere il patteggiamento
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LUCCA. L'ex direttore sportivo e all'epoca membro del Cda della Lucchese, Silvio Giusti, 43 anni, da calciatore 280 partite con la maglia rossonera, accusato di bancarotta fraudolenta stamani potrebbe chiedere il patteggiamento davanti al gup in relazione al fallimento del novembre 2008 della vecchia Lucchese Libertas. Il sostituto procuratore Piero Capizzoto per il crac milionario che cancellò dal calcio professionistico la società rossonera ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dell'allora patron Fouzi Hadj, 57 anni, origini siro-armene e residenza a Pieve Ligure e di altre 7 persone accusate a vario titolo di bancarotta e altri reati fallimentare. Assieme all'ex plenipotenziario - finito in manette e rimasto in carcere per 21 giorni dopo che ai finanzieri che gli notificavano il provvedimento di arresti domiciliari si era spacciato per caldaista - sono indagati l'ex amministratore Massimo Kutufa, gli ex componenti del consiglio d'amministrazione dell'annata calcistica 2007-2008 Silvio Giusti e Giovanni Torre (che si dimise il 7 maggio 2008), la moglie dell'allora presidente, Alisa Pilipenko, 44 anni, ucraina, intestataria di conti correnti su cui passava il denaro che gli inquirenti ritengono essere distratto dalle casse sociali della Lucchese, e i tre sindaci revisori dei conti: il ragionier Andrea Papini (presidente) di Pisa e i membri effettivi Gianluca Musetti e Giuseppe Altadonna entrambi di Carrara. Giusti, Torre, Papini, Musetti e Altadonna entrarono in carica il 20 settembre 2007. Per i tre sindaci revisori l'accusa è quella di falso in bilancio, per il ds Silvio Giusti bancarotta fraudolenta in concorso con Hadj, per l'ex presidente di Lucca Polo Fiere ed Itinera, Giovanni Torre, bancarotta documentale.
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