Il Tirreno

Lucca

L'Arca deve ripartire dalla difesa

Fabrizio Tonelli
L’Arca Impresa sul parquet (Vip)
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L’Arca Impresa sul parquet (Vip)

Coach Marchini: «Voglio vedere intensità ed energia, in attacco ci manca Drocker»

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 LUCCA. Coach Alessio Marchini è rammaricato. Non riesce a capire i motivi per cui l'Arca Impresa non riesce a tradurre sul parquet, in partita, il lavoro che viene fatto in allenamento. Soprattutto non vede sul campo la squadra che vuole, quella che deve difendere al limite delle proprie possibilità, con la bava alla bocca, magari tuffandosi per recuperare una palla. Una squadra che non deve mollare mai, che si deve applicare con tenacia per bloccare le caratteristiche principali degli avversari.  Il coach ligure, ma trapiantato in Toscana, predica insomma quello che insegna il manuale del basket: quando le cose non ti vanno bene in attacco, quando offensivamente ti rendi conto di non avere tanti punti nelle mani, devi affidarti alla difesa, farla diventare un caposaldo, costringendo gli avversari a fare i salti mortali per segnare.  «Sono abituato - dice Marchini - ad allenare squadre che possono sbagliare in attacco ma che in difesa lottano su tutti i palloni. E sabato sera non mi sono riconosciuto in quello che abbiamo fatto».  La difesa quindi come punto da cui ripartire per una formazione che si era presentata al via del campionato con tanto entusiasmo, con la fiducia di ben figurare, con l'obiettivo playoff da centrare e che invece è andata incontro a quattro sconfitte consecutive, maturate per la verità in quattro modi diversi.  All'esordio con l'Use Empoli partenza disastrosa e poi una grande rincorsa che solo per poco non si è conclusa positivamente; a Varese una buona partita contro un'avversaria sicuramente di valore; contro Monza un'altra bella prova, inficiata dalle disattenzione che hanno consentito ai brianzoli di infilare una decisiva serie di triple. A Castellanza, sul parquet della Sangiorgese, la prestazione più brutta.  «Siamo partiti bene - racconta Marchini - al 5' eravamo avanti 12-2, poi alle prime difficoltà ci siamo sciolti come neve al sole e non abbiamo più trovato il bandolo della matassa. Eravamo sempre in ritardo, arrivavamo sempre dopo sulla palla, per costruire un parziale di 10 punti abbiamo dovuto faticare e poi invece lo abbiamo precato in 2 minuti».  Di fronte c'era una buona squadra, una formazione che ha messo sul parquet ritmo, intensità, energia. «Doti che vorrei vedere anche nella mia squadra», afferma Marchini.  A Castellanza l'Arca Impresa non è riuscita a raggiungere quota 60 punti, fermandosi a 59.  «Offensivamente facciamo fatica - spiega il coach biancorosso - se gli avversari prendono le misure su alcuni giocatori non abbiamo tanti punti nelle mani. Realini è stato marcato molto bene e prevedibilmente lo sarà sempre di più. Biancani ha avuto qualche difficoltà a interpretare il pick'n roll, dentro l'area Passaglia deve dare molto di più. E anche dagli altri ragazzi della panchina mi aspetto di più. E' chiaro comunque che ci manca qualcosa».  Quel qualcosa è solo Drocker? Il capitano probabilmente non potrà rientrare prima di dicembre e su di lui Marchini aveva puntato molto, conoscendone il carisma e le doti balistiche. Avrebbe dovuto essere il sesto uomo per eccellenza, il giocatore che viene dalla panchina e può dare una svolta alla partita.  «Proprio così - dice l'allenatore - la mancanza di Drocker sposta gli equilibri della squadra, non ne ho mai fatto un alibi, ma è una constatazione. In attacco senza di lui siamo più prevedibili, è un giocatore che con le sue triple può cambiare una partita galvanizzando tutta la squadra».  In settimana Marchini avrà un incontro con la società per valutare la situazione, mentre alle viste c'è la sfida con Castelfiorentino, che il coach ha osservato ieri nella gara vinta contro Mazzanti Empoli: «E' una partita delicata, lo so, dobbiamo a tutti i costi invertire la rotta».

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