Il Tirreno

Lucca

Il mastino della difesa ottimista sulla sfida con i nerazzurri attesa dal giorno in cui ha indossato la maglia rossonera

Bova: «Pisa ko e addio alla crisi»

Nicola Nucci
Sotto Marotta in azione al rientro dopo la squalifica Nella foto grande Bova interviene di testa per anticipare un avversario
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Sotto Marotta in azione al rientro dopo la squalifica Nella foto grande Bova interviene di testa per anticipare un avversario

Il centrale invoca l'aiuto dei tifosi per tornare a vincere dopo quattro stop

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 LUCCA. «Per me sarà il primo derby importante. Da quando sono a Lucca non sento altro che parlare di questa gara col Pisa: finalmente ci siamo». È carico come una molla Dario Bova. Il mastino napoletano, tornato al centro della difesa dopo il lungo stop prima del via del campionato, che lo ha costretto a saltare le prime cinque gare è pronto a dare battaglia nel derby del Foro.  Senza tanti giri di parole, da napoletano verace, va subito al nocciolo del problema. «Sono convinto che arriva la partita giusta per scacciare i fantasmi della crisi e riprendere il cammino. Nelle ultime quattro gare siamo rimasti a mani vuote, ma se andiamo a fare un'analisi obiettiva abbiamo sbagliato solo contro il Gela. Forse parlare di crisi è esagerato. Anche se è arrivato il momento di tornare a muovere la classifica». Tante prime volte per il gladiatore rossonero. Bova, 26 anni, è praticamente un debuttante in serie C1 (un torneo di D a Faenza, 16 presenze in B nel Cesena, una presenza al Grosseto in C1, due stagioni di C2 nell'Imolese e nell'Alto Adige). Adesso la prima volta di Lucchese-Pisa. «Nella mia carriera ho giocato solo Cesena-Rimini, ma non ha lo stesso pathos. Da quanto mi hanno raccontato questo derby è uno dei più caldi nel panorama toscano. So che è molto sentito dai tifosi e il più bel regalo che possiamo fargli è quello di battere il Pisa e tornare a vincere. La nostra concentrazione è rivolta a questa gara dalla quale dobbiamo portare via tre punti per uscire dal tunnel».  Il periodo nero non ha scalfito la voglia di fare. Ma i rossoneri nel ritiro del Ciocco dovranno togliersi di dosso paure e incertezze. «In tre anni che sono a Lucca ho capito che la nostra forza è il gruppo. Tutti remiamo dalla stessa parte. Il problema può essere stato il salto di categoria, magari i giocatori meno esperti hanno avuto più difficoltà. Vincere in Coppa con il Gubbio è stato importante, forse decisivo». Favarin è alla ricerca di un leader. Caratteristiche che potrebbe avere il grintoso difensore campano, uno che non molla mai. «Anche se ho giocato prima di questa stagione una sola partita in Prima divisione le mie prerogative sono sempre la grinta e il temperamento. Il gol? Ne ho segnati 4 con la Lucchese in due stagioni. Io e Bertoli sui calci d'angolo saliamo per colpire di testa. Il futuro? Ho un contratto biennale, vorrei proseguire la carriera nella Lucchese». Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Il motto di John Belushi calza a pennello per Bova. Duro in campo, bravo studente fuori. Studia da avvocato (la laurea in giurisprudenza si avvicina) ed è fidanzato con la bella Diletta (finalista a Miss Italia nel 2002). «Sicuramente daremo tutto come ci hanno chiesto i tifosi, ai quali chiediamo soltanto di sostenerci fino alla fine».  Probabilmente mancherà il bomber Carparelli (la società nerazzurra ha fatto ricorso e stamani sapremo se la squalifica di un turno sarà confermata) un avversario tosto che probabilmente avrebbe preso in consegna proprio Bova: «Non so se me la vedrò con Carparelli oppure con Miani che ho già marcato in D al Porta Elisa nella stagione 2007-2008 quando lui militava nel Rieti. Finì 1-1, ma lui non si rese mai pericoloso».

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