Toscana
Maurizio Landucci una vita da mediano nell'Aquila S. Anna
Michele Citarella
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LUCCA. Venti anni: un'eternità per la vita di un calciatore, spesso una carriera intera. Maurizio Landucci, soprannominato "Pippino", questi due decenni li ha interamente spesi per l'Aquila Sant'Anna, società che ormai è diventata la sua seconda casa, come quella di suo padre Silvano (in arte "Pippo"), dirigente factotum e simbolo della società bianconera. Se il padre rappresenta un esempio per l'impegno che mette in società, anche nei lavori più umili ma certamente necessari, anche il figlio non è da meno per i colleghi calciatori più giovani. Dietro a quella targa che per i suoi venti anni di Aquila S. Anna gli ha voluto consegnare il presidente bianconero Gianpiero Lippi, c'è infatti la stima per essere sempre stato un punto di riferimento, oltreché del centrocampo della squadra, anche per lo spogliatoio. In venti anni, "Pippino" ha festeggiato la vittoria di campionati, ma anche la delusione per la mancata salvezza in prima categoria (2004). Il fatto che il capitano dell'Aquila S. Anna, a trentasette anni, sia ancora in campo, rappresenta una speranza di come si può uscire dal guscio dopo infortuni gravi. Di fronte a questi sfortunati episodi, il capitano ha mostrato tutto il meglio di sé: basta pensare che dopo l'ultimo stop nella passata stagione a causa di un intervento al ginocchio, da giugno ha trascorso tutte le sere ad allenarsi al campo di via del Tiro a Segno per riprendere la forma migliore. Mentre suo padre rifaceva il manto erboso, sede di tante battaglie, mentre il presidente e gli altri dirigenti facevano il mercato, certi del fatto che Pippino sarebbe rimasto e non si sarebbe arreso di fronte ad un ginocchio non ancora al meglio. Tatticamente, Maurizio è un mediano, di quelli che descrive bene Ligabue nella sua celebre canzone. La grinta è proprio quella del centrocampista di rottura, e negli anni scorsi ha mostrato le sue doti calciando in modo felice qualche punizione, prima che arrivassero in squadra gli specialisti Brogi, Bagatin e Cei. Ora deve fare posto a chi ha più fiato dopo anni di fatiche e botte? Per adesso si gode questo ritorno al calcio giocato e il momento positivo in campionato e in Coppa Toscana. In futuro si vedrà.
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