Il dolore
Lucchese in ritiro per ritrovarsi
Nicola Nucci
◗
Giuliano Giuliani presidente della Lucchese (Vip) I rossoneri andranno al Ciocco dopo la gara di Coppa Italia col Gubbio
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Tutti in ritiro anticipato. Dopo quattro sconfitte consecutive la società di Giuliani corre ai ripari. Da giovedì, dopo la gara di Coppa Italia col Gubbio (domani alle 20.30), la Lucchese si radunerà al "Ciocco" a Castelvecchio Pascoli (Giovannini aspetta l'ok definitivo), dove resterà fino a domenica mattina per ritrovare concentrazione e motivazioni. L'imperativo è tamponare un'emorragia di risultati negativi (un punto su 15 nelle ultime cinque giornate): vincere il derby col Pisa e dare un calcio alla crisi (quattro ko di fila non si verificavano dal 1979 in C1: Catania, Pisa, Reggina ed Empoli) per tornare a muovere la classifica che comincia ad essere brutta. L'occasione ideale per invertire la brutta piega dopo un inizio a spron battuto (3 successi e un pari). Perché nella sfida contro i cugini al di là del Foro gli stimoli saranno al massimo. Favarin potrà contare sul rientro del bomber Marotta, Pera e Chadi, mentre Michelotti è ancora ai box. Una vittoria sarebbe un toccasana in vista di una trasferta non proibitiva contro la Cavese. Da 4 a 6 punti per voltare pagina. C'è infatti sconfitta e sconfitta. Le battute d'arresto contro Atletico Roma e Taranto sono figlie anche degli episodi (leggi errori individuali), non di un naufragio collettivo. Allo Jacovone i rossoneri hanno clamorosamente gettato alle ortiche una vittoria che avevano in pugno: prima l'espulsione di Piccinni (un altro ingenuo fallo di mano dopo Michelotti col Cosenza) - dalla cui punizione è scaturito il pari rossoblu - infine la mezza "papera" di Pennesi (il bis con quella di Pardini a Gela). Ma sarebbe un errore attaccarsi all'alibi della sfortuna. Piuttosto bisogna riflettere sull'incapacità di gestire il risultato. Oltre ad una questione di testa ci sono limiti strutturali e problematiche impreviste come il rendimento dei portieri. C'è anche l'assenza di un vero leader, un uomo di personalità e categoria che sappia trascinare la squadra nei momenti topici. Come a Taranto con la squadra che ha preso due gol negli ultimi cinque minuti anziché difendere il prezioso gol di Bertoli. Inoltre molti rossoneri, alla prima volta in Lega Pro 1, faticano a risollevarsi dalle sconfitte, alle quali non sono abituati. Non c'è un vice-Marotta, Biggi non punge come nelle prime gare. E poi i giovani: il rebus Schenetti, Pondaco in ritardo di condizione, Costantini bravo ma compassato. Adesso però è il momento di ricompattarsi. Il punto di forza nelle ultime due vittoriose stagioni è stato la compattezza del gruppo. Che non sembra essere stata intaccata. L'ambiente è con la squadra e il patron Giuliani ha fatto bene a confermare la fiducia al tecnico Favarin, che conosce come nessuno gli umori e le dinamiche dello spogliatoio. Un segnale positivo in vista del derby.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
