Attenzione
Brucato, un allenatore a rischio esonero
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Il tecnico Giuseppe Brucato Il mister rossoblu si gioca il posto contro i toscani: se non vince è pronto Galderisi
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LUCCA. Potrebbe essere la sua ultima volta in panchina da tecnico del Taranto. A prescindere dal risultato. Giuseppe Brucato, 50 anni, figlio di un operaio della Fiat emigrato negli anni Sessanta da Caltanissetta per trovare un lavoro e assicurare un futuro migliore ai suoi cari, sa di essere un allenatore sulla graticola. In una squadra costruita per vincere e che già insegue a cinque lunghezze la capolista Atletico Roma un tecnico senza un passato dietro le spalle è doppiamente a rischio. Se poi accade che il giovedì prima della sfida con la Lucchese il presidente jonico D'Addario va a cena con un trainer importante come Giuseppe «Nanu» Galderisi allora vuol dire che per Brucato l'esperienza sulla panchina rossoblù potrebbe essere arrivata al capolinea. Lui fa spalluccie e guarda avanti. Allo Jacovone arriva Giancarlo Favarin, il suo vecchio compagno del corso allenatori di Seconda Categoria. Un tecnico che stima e che non è mai riuscito a battere: «Spero di farcela almeno stavolta. - dice il trainer che negli anni Settanta-Ottanta ha militato nelle giovanili della Juve per poi passare all'Aosta, al Saint Vincent e all'Orbassano in D - Dopo il passo falso contro il Pisa dobbiamo assolutamente conquistare i tre punti per non perdere di vista la capolista». Tra le mura amiche, tra l'altro, il Taranto sinora ha sempre vinto sia in Coppa Italia che in campionato: «Al di là degli infortunati (Prosperi, Pensalfini e Di Deo) i ragazzi stanno bene e sono consapevoli dell'importanza della posta in palio. Nelle 7 partite disputate abbiamo sbagliato l'approccio soltanto domenica all'Arena Garibaldi dove abbiamo regalato ai nerazzurri il primo tempo e non siamo riusciti a rimontare il doppio svantaggio. Al Flaminio invece ci hanno scippato la partita con un gol regolarissimo che l'arbitro ha annullato. La Lucchese? Conosco Bertoli e quest'estate abbiamo inseguito a lungo Marotta. Meno male che non c'è. Da un tecnico preparato come Favarin mi aspetto una squadra aggressiva decisa a far punti. Contro di loro dobbiamo usare la testa altrimenti potrebbero farci male». L.T.
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