La manifestazione
«Questa squadra è capace di soffrire?»
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Marasco va alla conclusione (Vip) Multa in arrivo per il petardo lanciato dalla gradinata
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LUCCA. In fondo al cuore, una speranza i tifosi lucchesi l'avevano. Ma il tasso tecnico dell'Atletico Roma con il passare dei minuti ha lasciato spazio ad un timore che si è puntualmente concretizzato. Comunque non si vuol sentir parlare di crisi, ma è innegabile che il momento è delicato. Ad alimentare questa atmosfera ha contribuito anche una parte della tifoseria che durante la gara ha gettato un potente petardo in campo, gesto che costerà una multa salata alla società rossonera, e ha alzato più volte cori contro il ministro Maroni, la tessera del tifoso e anche contro alcuni tifosi accusati di aver fatto segnalazioni alle forze dell'ordine. «Purtroppo - esordisce Corrado Belluomini - a metà del primo tempo mi immaginavo che avremmo perso per un episodio. Troppo tecnici i giocatori romani per non aspettarsi da un momento all'altro un numero a effetto. E così è stato. Due episodi, se si vuole anche sfortunati, ci hanno condannato. E adesso? il momento non è splendido e domenica si scende a Taranto. Occorre non perdere la testa, serrare i ranghi e lavorare coscienti che ogni domenica sarà battaglia». Amareggiato e anche preoccupato Pierfrancesco Da Prato: «Non ci voleva l'Atletico Roma dopo Gela, o meglio non ci voleva il tre a zero di Gela. Tre sconfitte di seguito ci ridimensionano, ma dobbiamo reagire per non andare in depressione. Non so se questi ragazzi sono mentalmente abituati a non essere ai vertici della classifica e a dover lottare per non scivolare verso il basso. E domenica abbiamo un'altra trasferta terribile a Taranto. Speriamo bene». «Troppo divario tecnico tra noi e l'Atletico - dice Alessio Cortopassi -. Non abbiamo disputato una brutta gara, ma non siamo mai riusciti ad avvicinarci pericolosamente a Calderoni. Loro hanno una difesa inespugnabile e, visti all'opera, non vedo come non possano vincere questo campionato. La Lucchese deve calarsi nel ruolo di squadra che per prima cosa deve salvarsi, poi quello che arriverà sarà in più». «C'è solo da reagire, e subito - sostiene Vincenzo Cima -. A Taranto bisogna strappare un pari a tutti i costi». U.M.
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