Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi
dal nostro inviato Luca Tronchetti
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Biggi trattenuto per la maglia Mea culpa dei giocatori rossoneri: «Non siamo proprio scesi in campo»
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GELA. Autocritica. E' la parola d'ordine nello spogliatoio rossonero. I giocatori si assumono le responsabilità su una gara nata male e finita peggio. Probabilmente la peggior partita esterna della Lucchese nei tre anni di gestione Giuliani-Valentini. «È tutta colpa nostra. - dice Damiano Biggi, il primo a salire sul pullman che porta la squadra all'aeroporto di Catania - Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi perchè in campo c'era un'altra squadra non la Lucchese. Sin dall'inizio abbiamo sbagliato l'approccio mentale commettendo errori imperdonabili. Adesso non resta che rimboccarsi le maniche e ripartire sin dalla gara di domenica con la capolista». Non si nasconde il portiere Stefano Pardini, autore dell'errore decisivo sul primo gol dei padroni di casa: «Mi assumo tutte le responsabilità. - dice con onestà l'esperto portiere - Cos'è successo? Semplice sono rimasto piantato con i tacchetti sul terreno e la sfera mi è sfuggita di mano. Un gol da polli che sicuramente ha cambiato il volto alla partita. La squadra è stata condizionata dal mio errore altrimenti se avessimo chiuso il primo tempo sullo 0-0 nella ripresa la musica sarebbe cambiata». Non è d'accordo Matteo Bertoli, pilastro della retroguardia incappato come tutti in una giornata storta: «A Gela non siamo scesi in campo e anche senza l'errore di Pardini avremmo perso lo stesso. Ci è mancata la solita mentalità e quando questa squadra pensa di essere superiore all'avversario paga dazio. Una giornata da dimenticare in fretta». Gli fa eco il suo compagno di reparto Claudio Lollini: «Se stiamo sul pezzo durante la settimana possiamo fare bene, se pensiamo di essere arrivati facciamo fatica contro chiunque. Contro i siciliani ci è mancata la solita voglia e l'agonismo necessario. Potevamo giocare sino a domattina senza mai essere pericolosi. Loro invece hanno usato le nostre armi conquistando meritatamente l'intera posta. Guai però a piangerci addosso: dobbiamo ripartire con lo spirito e l'impegno di sempre. Soltanto così possiampo raggiungere il nostro traguardo». Spaesato Luigi Gigio Grassi, molto al di sotto del suo standard negli ultimi incontri: «Una giornata storta che può capitare nel corso di un campionato lungo e massacrante come quello di Prima Divisione. La testa era rimasta a Lucca e le gambe erano molli e pesanti. Adesso tocca a noi reagire. La seconda sconfitta consecutiva deve darci la forza per ripartire di slancio e superare l'impasse. La vera Lucchese è quella delle prime tre partite e siamo certi che torneremo quelli d'inizio campionato». Un espulsione che gli costerà due turni di stop. Alessandro Marotta giura di aver reagito a una provocazione e che il suo avversario diretto - Porcaro - ha fatto una «sceneggiata» al momento della scambio proibito senza palla: «Per tutta la partita mi ha provocato tirandomi la maglia e commettendo ripetuti falli. In occasione del cartellino rosso ero a terra e lui mi ha tirato i capelli. Io d'istinto gli ho tirato un calcio senza nemmeno colpirlo e lui, come tarantolato, si è gettato a terra. L'arbitro evidentemente si è accorto soltanto del mio fallo di reazione e mi ha mostrato il rosso diretto. La partita? È iniziata male ed è finita peggio. Sono amareggiato per la figuretta che abbiamo rimediato e per la mia ingenuità paga a caro prezzo. Lucchese in crisi? Non scherzate, la crisi ce la creiamo da soli. C'è da lavorare».
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