Il Tirreno

Lucca

Rossoneri attesi da un ciclo di ferro

Luca Tronchetti
La Lucchese in campo con il Cosenza; sotto Favarin; a destra Biggi (Vip)
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La Lucchese in campo con il Cosenza; sotto Favarin; a destra Biggi (Vip)

Gela, Atletico Roma e Taranto banco di prova per le ambizioni della squadra di Favarin

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 LUCCA. La Lucchese scende sulla terra. Con tutte le attenuanti del caso - dalle precarie condizioni fisiche dei gemelli del gol Marotta-Biggi all'approccio sbagliato al match da parte di alcuni interpreti specie nei primi 45 minuti - i rossoneri sono apparsi un gradino al di sotto del Cosenza, formazione allestita per vincere il campionato e al Porta Elisa priva di cinque titolari, che sino alla doppia espulsione non ha corso seri pericoli rischiando di chiudere la gara già nel primo tempo.  E adesso i rossoneri sono attesi ad un trittico terribile prima del derby con il Pisa (Conto Tv ha acquisito i diritti televisivi): la trasferta di Gela, l'impegno casalingo con l'Atletico Roma grandi firme (5 vittorie su 5) e il big match allo Jacovone con il Taranto, altra superfavorita nella corsa alla B. Tre sfide delicate che diranno se la Lucchese può davvero competere con le prime della classe. Nell'ambiente c'è la consapevolezza di aver allestito una formazione capace di raggiungere in fretta la quota salvezza (40 punti) per poi provare a tenere il passo del treno playoff.  Ma è bene ribadire che - almeno in questa stagione e se la dirigenza rimarrà al suo posto - la parola d'ordine è e resta consolidamento. Un torneo senza patemi che servirà per gettare le basi da cui partire per allestire la squadra che in due anni possa riconquistare quella serie B perduta nel giugno 1999 alla fine dell'era Maestrelli.  La regola degli under. Premesso che i giovani bravi debbono giocare a prescindere dall'età e sono un patrimonio per le società e per il calcio in generale, non si può nascondere che i club che puntano alla promozione - diretta o attraverso i playoff - se ne infischiano della regola dell'impiego dei due nati dopo il 1 gennaio 1989 sempre in campo per accedere ai contributi federali. Atletico Roma, Taranto e Cosenza (domenica in campo aveva un solo 1989, ma per scelta e non per necessità) che sono le superfavorite non li utilizzano. Renzo Castagnini, ds del Cosenza, sul punto è stato chiaro: «Vogliamo vincere il campionato e gli under 21 li utilizziamo solo se sono più bravi degli over 21».  Il guaio è che la stessa politica la adottano anche squadre di seconda fascia, compagini che ambiscono al quinto posto utile per accedere agli spareggi promozione: Benevento, Virtus Lanciano, Juve Stabia, Nocerina e, stando alle dichiarazioni del presidente Angelo Deodati, da ora in poi anche la Ternana. Segno che, a conti fatti, la redditività non è poi così elevata (oscillerebbe, secondo indiscrezioni, tra i 30 e i 100mila euro) ed il calcolo complicatissimo.  Forse, a partire dalla sfida di domenica nel catino di Gela, sarebbe opportuno rivedere i piani di partenza e cercare di mettere fieno in cascina per arrivare in fretta a quota 40.  Giovani ancora indietro Petri e Costantini devono crescere. Il primo deve acquisire maggiore convinzione e accrescere l'autostima perchè i mezzi fisici non si discutono, il secondo deve migliorare sul piano della corsa e dell'aggressività perchè tecnicamente non si discute. Pezzi e Pennesi sono buoni rincalzi che hanno bisogno di crescere, Pondaco e Schenetti al momento sono «oggetti misteriori» a causa di infortuni e condizione approssimativa.  Favarin a scuola. L'11 ottobre inizia l'avventura di Favarin a Coverciano. Assieme ad altri 25 allenatori - tra loro il tecnico dell'Empoli, Aglietti, l'ex rossonero Rastelli e il trainer della Primavera del Milan, Stroppa - il lunedì e nelle mattine di martedì e mercoledì parteciperà al master per ottenere il patentino che lo abiliti a guidare formazione di A e B. Categorie a cui aspira stando seduto sulla panchina della Lucchese.

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