La manifestazione
I collaboratori dellarbitro protagonisti di tante decisioni nel corso del match col Cosenza
Rigore alla Lucchese? Prima sì, poi no
Alessandro Petrini
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Marotta controllato da Raimondi, un duello vinto dal centrale ospite Sopra 27 st: è il penalty negato dal guardalinee alla Lucchese Il guardalinee lato gradinata lo segnala e subito dopo cambia idea
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LUCCA. Un'espulsione, un rigore dato e uno dato e poi revocato. Se la Lucchese ha offerto una prestazione in chiaroscuro, fatta da un numero di tiri nello specchio inversamente proporzionale a quello dei calci d'angolo, i veri protagonisti dell'incontro sono stati Valentino Paiusco di Vicenza e Omar Gava di Conegliano Veneto. Due veneti nelle vesti dei guardalinee che nel bene e nel male hanno inciso - e tanto - sulle sorti dell'incontro. Spesso prendendo decisioni giuste e ineccepibili, anche se un paio di volte hanno compiuto degli scivoloni. In ogni caso è veramente raro trovare due collaboratori dell'arbitro così attivi nell'arco di un incontro. Al 28' del primo tempo è il guardalinee sul lato della gradinata ad abbassare la bandierina e a convincere l'arbitro Barbeno a concedere il calcio di rigore perché ha visto Michelotti in piena area toccare con la mano un cross di De Rose. Niente da dire e complimenti per la segnalazione. Ma anche nel secondo tempo lo stesso guardalinee si rende protagonista, stavolta in maniera molto più discutibile. Il cronometro segna il 27' quando Marotta si trova nel cuore dell'area avversaria e, con Fanucci alle spalle, cade a terra. Dalla tribuna nessuno ha visto contatti sospetti e tutto sembra procedere regolarmente ma, così com'era accaduto nel primo tempo, il guardalinee abbassa di nuovo la bandierina e convince l'arbitro a concedere il tiro dal dischetto. In più - e l'atteggiamento è inequivocabile - il guardalinee si sposta lungo la linea laterale all'altezza del prolungamento dell'area di rigore, come per controllare la regolarità del tiro. Una scelta che scatena le proteste dei calabresi con Fanucci che si prende pure un ammonizione mentre invita l'arbitro a consultarsi con il proprio collaboratore. Un cartellino giallo che è servito a rendergli giustizia perché stavolta il collaboratore ritratta la propria posizione, dice di non aver mai segnalato il rigore e invita a ripartire dal calcio d'angolo. Se l'andamento della gara non è stato falsato - il rigore per la Lucchese sarebbe stato generoso - certo è che l'episodio non ha contribuito a tenere calmi gli animi. Poi passano altri due minuti e stavolta è l'altro guardalinee, quello sul lato della tribuna, ad attirare l'attenzione del signor Barbeno per una gomitata al viso rifilata a Grassi lontano dalla palla che costa il rosso diretto all'attaccante rossoblù. A quel punto la domenica di straordinari dei collaboratori in nero può considerarsi finita.
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