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Lucca

La proprietà decisa a dare una scossa sul nuovo Porta Elisa

Pezzi a tu per tu con il portiere Petrocco (vip)
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Pezzi a tu per tu con il portiere Petrocco (vip)

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 LUCCA. Una settimana di passione per quanto riguarda l'assetto societario della Lucchese. Le ultime vicende politiche - con in primo piano la spaccatura tra Pdl e Forza Lucca che rischia di minare la stabilità politica e di far cadere la giunta Favilla - pesano molto di più di una sconfitta maturata al termine di una gara lottata contro la miglior formazione affrontata sino ad oggi dal truppa di Favarin.  Il presidente Giuliano Giuliani (Cipriano Costruzioni) e l'azionista di maggioranza Giovanni Valentini (Gruppo Valore) i principali artefici della Rinascita Rossonera stanno seriamente meditando di fare un passo indietro. E già in settimana non sono da escludere iniziative decise dalla proprietà per dare una scossa all'ambiente politico ed evitare ulteriori ritardi e rinvii deleterie per tutti. In una parola «chiarezza o ce ne andiamo a fine stagione». Deve far riflettere la frase - «in effetti siamo preoccupati» - buttata là da un dirigente della Lucchese nel dopo partita al cronista che sottolineava come l'impasse politico potesse finire per far slittare ulteriormente il progetto della ristrutturazione del Porta Elisa. Tocca al sindaco Mauro Favilla trovare la giusta soluzione. Fu proprio il primo cittadino, nella calda estate del 2008 quando la Lucchese era ancora ostaggio di Hadj e aveva dato l'addio al professionismo, a risolvere la situazione offrendo le chiavi del Porta Elisa al tandem Giuliani-Valentini. Imprenditori che, con molta chiarezza, accettarono di investire sul progetto rossonero a una condizione: poter realizzare il nuovo stadio. Impraticabile la proposta di costruirlo sui terreni di loro proprietà a San Donato, «Valore-Cipriano» hanno accettato l'alternativa: la ristrutturazione del Porta Elisa. Per rendere l'antica casa della Lucchese più moderna, accogliente e confortevole dotandola di strutture ricettive e negozi in grado di produrre reddito e finanziare la società di calcio. I proprietari del club hanno anche accettato l'idee di ridurre le volumetrie cercando di trovare punti d'incontro con il commercio e l'imprenditoria locale. Sul piano sportivo in due stagioni hanno riportato la Lucchese dov'era stata abbandonata dal «pifferaio» siro-armeno spendendo oltre 3,5 milioni e riuscendo nell'impresa grazie a uno staff tecnico di prim'ordine (Giovannini e Favarin). Difficile chiedere di più a una proprietà. Che adesso non è più disposta ad accettare ulteriori ritardi della politica. O il sindaco porta in consiglio la delibera in tempi rapidissimi per poi verificare se esiste una maggioranza sul progetto del nuovo stadio oppure la Lucchese è destinata a cambiare padroni e strategie. E i tifosi cosa ne pensano? Esaustivo il documento distribuito allo stadio dallo storico presidente del Club Rossonero Farneta, Emiliano Frosini: «Vantiamo più di 200 iscritti e ci appelliamo al sindaco, alla giunta, all'opposizione affinchè si possa trovare un accordo nell'interesse della comunità sportiva lucchese». Più chiari di così.. L.T.

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