Il Tirreno

Lucca

Marotta e Biggi fanno tremare le difese

Nicola Nucci
Marotta e Biggi fanno tremare le difese

La coppia d'assi ha messo a segno cinque delle nove reti realizzate dalla Lucchese

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 LUCCA. Tre gol lui, due il suo «gemello» Biggi. Oltre il 50% delle reti della Lucchese - la formazione più prolifica del girone B della Prima Divisione - porta il marchio della coppia divenuta il terrore delle difese. Alessandro Marotta, 24 anni, napoletano verace nato nei Quartieri Spagnoli a Napoli e cresciuto nel settore giovanile della Scuola Calcio Vomero, sogna la serie A. 22 gol nell'Arrone, 21 nel Gubbio, 3 in 270' nella Lucchese. Non male per uno che prima della stagione 2007-2008 in quattro anni di professionismo non aveva mai segnato nemmeno per sbaglio.  Un inizio folgorante sul piano personale: te lo aspettavi?  «Ci speravo. Iniziare la mia avventura nella Lucchese con tre reti in tre gare è il massimo. Un record? No, con la maglia dell'Arrone ho segnato per dieci giornate di fila, ma in serie D. La Lega Pro è un'altra musica. Sono praticamente un debuttante, visto che avevo collezionato 4 presenze nel Martina in C1 nel 2006-2007».  Dopo tre giornate Lucchese in vetta al girone. È un primo allungo?  «Non mi piace promettere la luna. Sono sicuro di due cose: la Lucchese sarà protagonista fino alla fine e ci divertiremo, noi e i tifosi che domenica scorsa era tanti al Porta Elisa. Il loro calore sarà la benzina per il mio motore».  Quale è il sogno nel cassetto?  «Arrivare in serie A con la maglia del Napoli. La Lucchese può essere il trampolino di lancia per il Bari, proprietario del mio cartellino».  Quale la persona della svolta nella carriera?  «L'allenatore Luciano Marini. Mi conosceva dai tempi dello Spoleto in D e mi ha voluto all'Arrone. Ha creduto nelle mie qualità e mi ha trasformato in un goleador cambiando la mia posizione in campo: da esterno a centravanti».  C'è un feeling particolare con mister Favarin?  «Non mi ha dato tregua. Mi ha chiamato tante volte per convincermi. L'ho conosciuto quando era arrivato a Terni e mi voleva reintegrare in rosa. Poi ci siamo conosciuti meglio nella Scafatese».  Il super trio Biggi-Marotta-Grassi funziona a meraviglia.  «Ci siamo parlati durante il ritiro ed è servito a capire i movimenti tattici da fare in campo. Certo, l'intesa deve migliorare, ma siamo proprio sulla strada giusta. Ma anche Pera, Taddeucci e Marasco possono dare un contributo importante alla causa della Lucchese».  Il tuo punto di forza?  «Ho uno spirito combattivo. Mi piace lottare su ogni pallone, non mollare mai, fare a sportellate con tutti in area di rigore. Ho ancora tanta fame di gol e mi emoziono come un bambino».  In cosa è migliorato?  «Sono un giocatore più maturo. Sotto l'aspetto tattico e tecnico. Ma come caratteristiche sono lo stesso di Arrone e Gubbio».  Quale è un suo difetto?  «Un po' di egoismo. Me lo dice anche il mister. Per un attaccante forse è anche una qualità, ma non sempre. Nel calcio vince comunque il collettivo».  I momenti più belli e difficili.  «Lo scorso anno al Gubbio è indimenticabile. È stata la mia esplosione, capocannoniere della C2 e la promozione in C1 nei 100 anni del club. Spero che il più bel ricordo diventi la Lucchese».

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