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Lucca

Favarin predica umiltà: «Tra dieci partite sapremo quanto vale la Lucchese»

Il tecnico Giancarlo Favarin (Vip)
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Il tecnico Giancarlo Favarin (Vip)

Nonostante il primo posto a punteggio pieno e il gioco spumeggiante il condottiero rossonero spegne gli entusiasmi di un ambiente che sogna

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 LUCCA. La Lucchese, dopo avere fatto il pieno contro Barletta e Foggia, ha strapazzato la Ternana. La vetta della classifica dopo 270 minuti di campionato, in coabitazione con l'Atletico Roma, ha stupito anche il "timoniere" di questa Lucchese che vince e diverte. «Nove punti in tre gare? Ero convinto che potevamo partire bene, ma sinceramente non mi aspettavo di essere ancora al comando del campionato» confessa Giancarlo Favarin alla ripresa degli allenamenti.  «Devo fare i complimenti ai nuovi arrivati, che si sono inseriti bene, e soprattutto al professor Ducci per l'ottima condizione atletica perchè alla base di un gioco brillante e travolgente ci sono le gambe che girano a mille. Abbiamo impostato un lavoro di lunga duratura».  Salvezza e sogni di gloria. Certo, la classifica stuzzica la fantasia, ma Favarin continua a ribadire che serviranno una decina di gare per capire i reali valori. «Voliamo bassi, pur consapevoli delle nostre potenzialità. Forse ci ha favorito il fatto che la squadra aveva già una sua identità rispetto ad altre formazioni rovesciate come un calzino. Poi stiamo bene di testa, c'è entusiasmo. Ora però verrà il difficile, perché ci prenderanno le misure e ci attenderanno al varco. A partire da Andria, dove ci sarà un ambiente caldo». Una Lucchese più spettacolare della stagione passata. «Il gioco è migliorato perché è migliorata la qualità della rosa. Biggi e Marotta attaccano entrambi la profondità a differenza di Scandurra. Poi domenica contro una Ternana evanescente è stata sin troppo facile». Un Biggi di un altro pianeta. «È arrivato tardi, ma sta diventando un giocatore che hanno poche squadre in serie B. Teniamocelo stretto. Sia lui che Marotta hanno voglia di stupire e sono forti negli spazi. Devono peccare meno di egoismo. Contro la Ternana potevamo chiudere la gara nel primo tempo. Scommesse? Sono anni che Giovannini le vince, l'ultimo caso è Grassi».  I giovani. La Lucchese tutta "over" ha destato una buona impressione. La regola dei giovani può diventare un "paletto"? «La strategia societaria è puntare sui giovani, specie nella prima parte della stagione, dunque faremo il possibile per valorizzarli. Se poi gli obiettivi strada facendo dovessero cambiare potremo rivedere qualcosa nella politica degli under. Il prossimo giovane sulla rampa di lancio? Costantini mi sembra pronto, gli altri invece sono ancora indietro. Contro la Ternana per ragioni di forza maggiore non abbiamo potuto schierare i due under 21. Abbiamo visto che alcuni "vecchi" possono fare la differenza, tutti sono utili. La questione dei portieri? Pardini e Pennesi si giocheranno il posto. Non ci sono titolari fissi. Decideremo di volta in volta».  La classifica e il Pisa. «L'Atletico Roma è una matricola, ma ha ben altre ambizioni e una struttura societaria importante - avverte Favarin - per cui non parlerei di sorpresa. Il Pisa? È una polveriera. I tifosi rimproverano a Camilli acquisti non azzeccati e di avere investito di più nel Grosseto. C'è poi il Foggia di Zeman che adesso dovrà fare punti».

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