Attenzione
Giovannini, il mago del mercato
Nicola Nucci
Il ds rossonero non si pone limiti: «Possiamo far bene se restiamo umili»
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LUCCA. Lucchese-show. La squadra rossonera dà spettacolo, infila il terzo successo di fila con un poker alla Ternana e riaccende l'entusiasmo del popolo rossonero. Dietro una squadra che da quasi due anni prima in classifica, che ha iniziato con lo stesso piglio un torneo prestigioso e difficile come la Prima divisione, c'è la regia spesso silenziosa del direttore sportivo e consigliere della società Paolo Giovannini. L'architetto rossonero - tra i diesse più vincenti del calcio italiano con le sue 5 promozioni in C2 e C1 (Castelnuovo e due volte con Massese e Lucchese) eppure mai tenuto in considerazione da club importanti forse perchè senza un passato da calciatore professionista - è l'artefice principale della Lucchese che viaggia a punteggio pieno dopo tre gare ed offre un calcio scintillante. Giovannini l'ha costruita, Favarin l'ha plasmata. Nella città delle Mura hanno riscattato stagioni deludenti. «È vero, ero senza lavoro, facevo l'osservatore per l'Empoli. - ricorda Giovannini - Nel progetto Lucchese ho dato tutto me stesso. Adesso siamo a celebrare una squadra che è ancora al comando. C'è un progetto ambizioso e non ci vogliamo fermare. Ma sempre con l'umiltà del primo giorno di ritiro due anni fa a Porcari». Ma come si dice l'appetito viene mangiando... «Entusiasmo e sfrontatezza. Favarin, che oggi è uno degli allenatori più bravi e preparati, ha trasmesso una mentalità offensiva alla Lucchese che cerca la vittoria attraverso il bel gioco e non molla mai. La squadra si diverte e vuole divertire il pubblico». Col trio delle meraviglie Grassi-Marotta-Biggi sognare è lecito? «Sono esplosivi. Ma la Lucchese non sono solo loro. Un bel mix di esperienza e gioventù. Non ci sono primedonne, ma un gruppo forte e unito. Quanto ai giovani devono giocare perché sono bravi e non perché obbligati dalla regola». La Lucchese viaggia come una "locomotiva". C'è un super Biggi nel miglior attacco del girone (9 gol). «Favarin ha migliorato il rendimento degli over 30. Quanto alla "locomotiva" Biggi lo aveva visto nel Gavorrano quanto era migliorato sotto l'aspetto tecnico, caratteriale, fisico e realizzativo». Marotta è in stato di grazia: 3 gol in 3 gare. «Mi ha chiamato il diesse del Bari, Angelozzi. Gli ho detto che abbiamo un attaccante che potenzialmente può fare gol ad ogni gara. Forte negli spazi, di testa, grande combattente. Se continua così è da serie A. Ma farà bene anche Piccinni». Ma ci sono esempi anche come Chadi. A Foggia quarta scelta, contro gli umbri un gladiatore. «L'idea è coinvolgere tutta la rosa, perché ci sarà bisogno di tutti, anche per fronteggiare squalifiche e infortuni. Bova, Costantini e Pera per vari motivi finora non si sono espressi. Domenica è stato giocato il primo jolly? Con Favarin abbiamo deciso che in alcune gare, non più di otto per non perdere i contributi federali, rinunceremo agli Under 21». Contro la Ternana c'erano 3500 spettatori. Una bella risposta. «Mi ha fatto un piacere immenso, da lucchese, rivedere tanti tifosi». La Lucchese è abituata all'alta quota. Ma è difficile gestire la pressione? «È normale avere i riflettori addosso, ma abbiamo la mentalità giusta per non soffrire di vertigini». Calendario: la Lucchese avrà tre scontri diretti (Cosenza e Atletico Roma in casa, Taranto fuori) e poi il derby col Pisa. In mezzo trasferte più "agili" ad Andria e Gela. Un primo crocevia? «Ora è un momento magico, ma ci sarà anche qualche "foratura" durante il percorso. E poi ogni gara fa storia a sé».
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